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In Rete siamo tutti allodole

La lista delle ‘apparizioni’ e dei fenomeni inspiegabili si allunga quotidianamente a misura che la Rete, come una fogna, raccoglie, diffonde e amplifica dicerie : Una “strana figura” di tanto in tanto si fa vedere sul ciglio della strada che collega Surano a Ruffano ; a Lecceo un prete senza testa  fa bella mostra di sé al primo piano di una casa in via Galateo ; a Foggia un monaco appare ogni tanto in Vico D’Angiò … Tanto va ad aggiungersi alla processione bianca della Chiesa Delle Monacelle a Modugno, agli inspiegabili fenomeni che di notte hanno luogo a Palazzo Imperiali nel centro storico di Francavilla Fontana, agli avvistamenti  di Torre Ricchizzi a Palese, alla apparizioni nell’ex convento di via delle Murge a Bari… Non eravamo al corrente della Casa del Fatone a Cerignola. Stando a quest’altra panzana nel comune pugliese esisterebbe una “antica abitazione” – per alcuni un ‘castello’, dimenticando che a Cerignola non esiste alcun maniero – il cui ultimo abitante sarebbe stato “un vecchio frate solitario” (si sta forse parlando di un convento?). All’interno di questo non specificato luogo lo spettro di un uomo avvolto nel suo saio ma dal volto poco riconoscibile per via del cappuccio, sarebbe stato visto da molti testimoni. Ultimi in ordine di tempo, alcuni ragazzi in bicicletta sarebbero stati addirittura inseguiti dalla “terrificante figura”, dal “frate spettrale”… Naturalmente, nessuna traccia di questi testimoni ; allo stesso modo non è dato sapere se queste apparizioni avvengono dietro una finestra, in cima ad un terrazzo o all’interno di un cortile. Ma sono cose, queste, che contano poco per il consumatore di un certo tipo di ‘fatto’. Questo mediocre rappresentante della stirpe degli internauti è motivato da una curiosità morbosa e non più che epidermica. Non gl’importa pertanto che ciò di cui si nutre sia un ‘multistrato’, ovvero un moderno ‘cunto’ sedimentatosi per ricami successivi sulla base di una voce o di una pallida impressione. Perché è diventata la norma che intorno a spunti di dubbia origine (quando non inventati di sana pianta) e tutti a base di sagome bianche vaganti per luoghi desolanti in un concerto di passi, sospiri, porte che sbattono e suoni di ferraglia, si intessano racconti fantasiosi, i quali nel passa parola del popolino da Rete si arricchiscono di orpelli di gusto esemplarmente dozzinale. A spalancare poi autostrade a mitomani e burloni sono soprattutto le storie al femminile, tutte invariabilmente tragiche, che di mezzo ci sia un’innocente costretta a entrare in convento oppure una candida donzella la quale, andata in sposa al più rude e crudele feudatario, cade in tentazione ad opera di un paggio, un armigero o uno stalliere e alla fine si ritrova murata viva, quando non sgozzata dal proprio amarissimo signore. E’ il caso di Mencia (castello di Sannicandro), di Armida (castello di Trani), Bianca Lancia (castello di Gioia del Colle)… E il cane si morde la coda : Chi va a controllare la veridicità di certe storie? In Rete siamo tutti allodole : ogni riflesso è buono per finire impallinati. – Nell’immagine, Ichabod Crane, personaggio letterario protagonista del racconto ‘La leggenda di Sleepy Hollow’ di Washington Irving e delle opere da esso derivate riprodotto nel 1899 da Frederick Simpson Coburn (1871-1960).

 

Italo Interesse

 

 

 

 

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