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In rivolta i fuori sede: “Siamo tutti idonei non beneficiari!”

Sono state rese pubbliche le graduatorie definitive dell´Adisu Puglia ed è subito rabbia tra i tanti studenti fuori sede e meritevoli rimasti tagliati fuori dai finanziamenti per il loro percorso di studi universitario. “Quello che apprendiamo oggi è la constatazione di un fenomeno in atto e cioè lo smantellamento sistematico del diritto allo studio”, hanno subito dichiarato i responsabili di associazioni e movimenti universitari baresi, pronti a manifestare tutto il loro malcontento nei confronti d’un Governo concentrato solo su tagli e prelievi senza criteri. La percentuale di copertura si attesta intorno al 40% degli idonei (percentuali ancora più basse per le matricole), lasciando così inattese le richieste degli studenti che, nonostante venga loro riconosciuto il diritto soggettivo a beneficiare della borsa, non ricevono nulla dalle Casse dell’Agenzia al Diritto allo Studio. Finendo così costretti a recuperare per altre strade i finanziamenti per i loro studi (lavori part-time, in nero o prestiti d´onore a interessi onerosi) o ad abbandonare il loro percorso di studi. Le graduatorie di recente pubblicazione si costituiscono sui seguenti finanziamenti: prima i tutto 4,6 milioni di euro derivanti dalle risorse proprie della Regione Puglia oltre a 6,44 mln di euro derivanti dalle tasse regionali, raddoppiate rispetto allo scorso anno. A questo quadro finanziario manca la quota di riparto del fondo integrativo statale di cui non si conoscono ancora l´entità e che pare essere ridotta rispetto agli scorsi anni. Mentre attendiamo il riparto dal Ministero, migliaia di studenti sono lasciati al palo. Quello che oggi viene confermato è il graduale trasferimento sugli studenti del carico finanziario del sistema del diritto allo studio, attestato con il raddoppio a 140 € della tassa regionale (d.lgs n.49/2012). Chi paga le borse di studio non è lo Stato nel tentativo di adempiere a quanto previsto dalla Costituzione ma altri studenti, spesso ugualmente poco abbienti, che stanno già subendo gli effetti degli aumenti tasse derivanti dai tagli governativi. “Non intendiamo lasciare soli quell´ampia fascia di studenti idonei Non Beneficiari – dichiara Antonio Zita, responsabile al diritto allo studio per Link Bari – Il 12 ottobre abbiamo aperto una vertenza con la Regione Puglia per investire sul DSU, sostanziando così un´inversione di rotta rispetto allo smantellamento di una Università che è sempre meno pubblica” Dopo la presa di posizione pubblica del Governatore Nichi Vendola e l´assassore Alba Sasso per incrementare ulteriormente il fondo regionale (a fronte dei tagli nazionali) gli studenti fuori sede e i loro rappresentanti maggiormente impegnati nelle sedi poltiche e regionali, continueranno a lavorare per la realizzazione di obiettivi diversi da quelli perseguiti dal Governo, opponendosi ai tagli e all’aumento delle tasse.

 

Antonio De Luigi

 

 

 

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