Cronaca

In rivolta i Vigili: “Per strada come i poliziotti, ma non abbiamo nemmeno la causa di servizio…”

Non erano tantissimi in pizza Libertà’, dinanzi al Palazzo Prefettura, i vigili urbani baresi a chiedere la revisione delle norme e contratti in vigore che li riguardano, ma erano decisi a ottenere finalmente qualcosa. Magari anche che venga “spazzato via il fango gettato su tutta la categoria con la vicenda romana” riguardante l’assenteismo, durante le feste natalizie, l’anno scorso. In realtà la protesta di ieri mattina a Bari, concertata su tutto il territorio nazionale, oltre a sollecitare la riforma normativa per ottenere qualche miglioramento in busta paga, intendeva evidenziare la necessità del riconoscimento d’un ruolo che sia perlomeno pari a quello delle altre forze dell’ordine, come chiedono i poliziotti municipali di tutto lo Stivale, da anni. Inutilmente. Dunque, ieri la rabbia dei nostri “luzzi” si mischiava alla rassegnazione. “Protestiamo – hanno detto i caschi bianchi parlando con i giornalisti – perchè il governo riconosca ruolo e funzioni del Corpo, le specificità, l’uniformità delle condizioni operative su tutto il territorio nazionale, la dotazione di strumenti e soprattutto mezzi per garantire sicurezza agli operatori ed equità di trattamento economico con l’eliminazione delle disparità con le altre forze dell’ordine”. “Stiamo chiedendo – ha ripetuto ieri Davide De Gregorio, ex dipendente comunale barese e coordinatore dell’Area metropolitana Uil Fpl – maggiore sicurezza e abbiamo la necessita’ di rimuovere ostacoli normativi con l’equiparazione alle altre forze dell’ordine. Come agenti di Polizia municipale, svolgiamo ruoli impropri rispetto alle leggi in vigore, pubblica sicurezza, ordine pubblico, mascherandoli con servizi di viabilità’ con diverso trattamento economico e di sicurezza; a noi, inoltre, non viene riconosciuta la causa di servizio”. Conclusione? Una delegazione dei manifestanti ha chiesto e ottenuto di incontrare il prefetto di Bari, Antonio Nunziante, affinche’ si faccia portavoce nei confronti del governo delle istanze degli uomini della Polizia locale, ma con i venti di crisi che corrono sarà difficile ottenere qualcosa di concreto.  Del resto i vigili urbani baresi, almeno sul fronte della sicurezza, si sono già mossi, l’anno scorso, cion le loro quattrocento tute tattiche nuove di zecca per il gruppo ‘Gisu’ all’interno della Polizia Municipale barese. Per un spesa, come abbiamo già informato da queste colonne un paio di mesi fa, di oltre 90 mila euro, impegno di spesa in realtà esagerato, rispetto appunto a quei compiti di tutela della sicurezza pubblica che la legge non riconosce, ai nostri vigili. Per un corpo speciale che, purtroppo, potrebbe finire come i vigili di quartiere, finiti subito dopo la campagna elettorale nel dimenticatoio. Pensati, come oramai ricordano pochi a Bari, giusto per le elezioni che condussero al secondo mandato la giunta Emiliano e spariti nel breve volgere di pochissime settimane. E quindi chi ha deciso di spendere tutti quei soldi ordinando quattrocento tute mimetiche avrebbe potuto lesinare, perlomeno, sul numero (…troppe, quattrocento, tenendo presente il numero complessivo dei vigili in servizio a Bari) ma anche perché i vigili urbani in servizio ogni santo giorno vestono ancora divise sdrucite e lise. E’ da settembre 2014, infatti, che bisognava celebrare la gara per ordinare le nuove divise d’ordinanza invernali, ma il tenente colonnello Stefano Donati, dirigente e comandante della polizia municipale di Bari in scadenza di mandato, non ha sentito ragioni, soprattutto non ha badato a spese per questo nuovo gruppo speciale nella Polizia Municipale barese. Un gruppo di intervento per la sicurezza urbana che avrà competenza in materia di contrasto e controllo delle situazioni di degrado e decoro urbano, come è stato disposto dal sindaco Decaro in persona, ma senza riconoscimenti economici in più in busta paga, per loro. Ed anche se i dieci agenti del “Gisu” appartenenti alla Polizia Municipale barese con le loro belle tute nuove di zecca lavoreranno fianco a fianco con poliziotti, finanzieri, carabinieri e gli altri uffici comunali di emergenza che si occupano di emarginati e vittime di violenza, nessun riconoscimento normativo li tutelerà. Un’ingiustizia bella e buona….

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 11 Febbraio 2015

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