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In scena i “siparietti” da cabaret della politica pugliese

Dopo il "no" di Emiliano a sfiduciare Clemente, il centrodestra ritira la mozione presentata nella seduta precedente. Il governatore dichiara che resterà al suo posto fino alla scadenza del mandato

Più che le discussioni politiche, nell’Aula di via Gentile talvolta vanno in scena siparietti da cabaret. Infatti, è quanto accaduto ieri nell’Assemblea pugliese, dove tra i punti all’odg figurava la mozione di sfiducia nei confronti del consigliere Sergio Clemente (Azione) dall’Ufficio di Presidenza e che – come si ricorderà – proveniva da una precedente seduta di Consiglio dello scorso marzo, quando il centrodestra decise di presentare in Aula una mozione di sfiducia a Clemente, per tentare di sbloccare l’elezione dell’esponente di minoranza (di indicazione forzista), che dovrebbe prendere nel predetto Ufficio il posto di Giandiego Gatta di Fi, che lo scorso 26 settembre è stato eletto in Parlamento e, quindi, ha lasciato il Consiglio regionale. Sta di fatto che ieri, dopo un’ora e mezza di accesa discussione in Consiglio regionale, il centrodestra ha ritirato la mozione di sfiducia nei confronti di Clemente presentata alcune settimane fa e poi rinviata su richiesta dello stesso Emiliano. Ed il colpo di scena di ieri è arrivato proprio dopo l’intervento del governatore Emiliano che inaspettatamente ha annunciato che non avrebbe votato quella mozione, perché “facilmente impugnabile” davanti al Tar. Come si ricorderà, era stato lo stesso Emiliano nelle precedenti sedute di Consiglio regionale a chiedere al gruppo di Azione di porsi all’opposizione e a Clemente di dimettersi dopo il suo passaggio dalla civica in cui è stato eletto nel 2020 al gruppo di Azione. Dimissioni che, però, non sono arrivate. E così centrodestra, pur di sbloccare l’elezione del proprio rappresentante nell’Ufficio di Presidenza, aveva presentato una mozione di sfiducia firmata da quasi tutti i consiglieri, 40 su 50 per la precisione. E, quindi, sottoscritta anche da una larga fetta di consiglieri di maggioranza. Infatti, la maggioranza giallo-rossa su indicazione del governatore Michele Emiliano, prima di procedere alla surroga di Gatta con un altro rappresentante dell’opposizione, aveva chiesto l’uscita di Clemente dall’Ufficio di Presidenza di Clemente, perché quest’ultimo è considerato non più in quota alla maggioranza, ma all’opposizione. E, quindi, il rapporto stabilito dallo Statuto regionale di 3 esponenti di maggioranza sui 5 componenti di detto Ufficio non sarebbe più rispettato, se al posto di Gatta fosse nuovamente scelto un rappresentante dell’opposizione di centrodestra. Però, durante la discussione di ieri in Aula, il gruppo di Azione ha evidenziato che la mozione presentata dal centrodestra era “illegittima”, in quanto non specifica “i gravi motivi” richiesti dallo Statuto per sfiduciare uno dei componenti dell’Ufficio di Presidenza. A questo punto del dibattito è intervenuto Emiliano, che rivolgendosi ai consiglieri del centrodestra, ha affermato: “Ve lo dico chiaro la mozione non ha al proprio interno una motivazione che indica i gravi motivi” richiesti dalla norma statutaria regionale, per poi domandare: “L’avete fatta apposta?” Ed ancora: “Non siete capaci di individuare i gravi motivi?”, sottolineando: “Io vi dico allora chiaramente che non voterò la mozione di decadenza se voi non indicate dei gravi motivi”. A quel punto il capogruppo di Forza Italia, Paride Mazzotta, ha annunciato il ritiro delle firme dei consiglieri di opposizione dalla mozione, che conseguentemente è stata ritirata. Insomma, Clemente resta ancora al suo posto nell’Ufficio di Presidenza ed il posto di Gatta è tuttora vacante. Ma i colpi di scena nel “palcoscenico” barese di via Gentile non sono finiti qui. Infatti ieri, sempre durante i lavori del Consiglio regionale, il presidente Emiliano nel corso della discussione sulla mozione ha risposto a un consigliere di Fratelli d’Italia, che nell’intervento aveva dato per scontata la candidatura del governatore pugliese alle prossime elezioni Europee e, quindi, le dimissioni dello stesso Emiliano da presidente nel 2024, per affermare: “Perrini mi ha candidato alle europee. Vi volevo rassicurare: io non ho alcuna intenzione di dimettermi prima della scadenza naturale del termine”. Per poi proseguire: “È tutto chiaro? Perfetto. Non so se siano contenti tutti, però io vado avanti fino all’ultimo giorno di questa legislatura e poi si pensa”. E concludere facendo presente che “quando uno ti offre una palla sul disco del rigore senza portiere, devi calciare e la devi mettere in porta”. Ed è quello che, come poi affermato dallo stesso Emiliano, il governatore ha fatto con la sua risposta. Ciò che invece Emiliano non ha chiarito in tale passaggio se il suo fosse un gol o un autogol. Ma questo lo si vedrà sicuramente in seguito, quando il quadro politico nazionale e pugliese sarà più chiaro di quello attuale per tutti.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 19 Aprile 2023

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