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In sofferenza l’avvocatura: di nuovo in piazza le toghe baresi

Sempre più critica la gestione della giustizia nel capoluogo pugliese: hanno protestato per la terza volta in dieci giorni gli avvocati di Bari, che ieri, nel cortile del Palagiustizia di piazza Enrico De Nicola, hanno simbolicamente consegnato i propri codici di diritto. Dopo le chiavi degli studi professionali e i tesserini professionali, dunque, le toghe baresi hanno consegnato i codici aderendo alla protesta organizzata a livello nazionale dal comitato “Giustizia sospesa”. “Queste consegne simboliche sono indirizzate a chi ha la responsabilità politica e amministrativa di aver sospeso la giustizia – spiega uno dei promotori dell’iniziativa, l’avvocato Beppe Gassi – perchè si faccia un provvedimento uniforme e omogeneo che stabilisca regole valide per tutti” per la celebrazione delle udienze.”Bisogna riattivare la macchina della Giustizia a pieno regime – ha spiegato ancora il legale barese – nell’interesse della collettività, perchè è un servizio pubblico essenziale come quello sanitario. Non è accettabile che il cittadino debba vedersi rinviare l’udienza al 2021 o al 2022, se va bene”.”Fino al vaccino dobbiamo tutti imparare a convivere con il rischio contagio, aprendo i Tribunali nel rispetto delle norme di sicurezza. Per assurdo – ha rimarcato Grassi – hanno tenuto aperti gli uffici giudiziari durante il “lockdown” e poi nella “Fase 2” hanno messo gli steccati e i filtri”. Ma la manifestazione di ieri mattina non è stata isolata e tanto meno l’unica. L’altro giorno, infatti, gli stessi avvocati baresi si sono presentati sempre davanti al vecchio Palazzo di Giustizia del rione Libertà consegnando simbolicamente le chiavi dei loro uffici al Presidente della Corte d’Appello, con lo scopo di denunciare ancora una volta il blocco della giustizia. E chiedendo una ripartenza delle udienze in maniera più decorosa, in aule comunque abbastanza grandi da consentire agli stessi avvocati, facendo a meno di clienti e parti –se non strettamente necessarie – il distanziamento sociale. Anche ieri, inutile ribadirlo, l’invito al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede di dare finalmente guide uniformi su tutta la penisola, con un pensiero rivolto anche al Presidente della Repubblica –in qualità di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura – per applicare la Costituzione Italiana. Da ricordare, infine, che il distretto barese è stato di gran lunga tra quelli i cui professionisti –data la situazione di grave sofferenza professionale ed economica – si sono rivolti agli istituti previdenziali per ricevere i contributi minimi previsti per legge. (fdm)

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