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In via Speranza una pista ciclabile “dal nulla…. al nulla”

Dopo oltre un anno di lavori di riqualificazione (tanto è durato il cantiere per la sistemazione di appena 400 metri di strada!) su via Francesco Speranza, ossia un viale interno al V Municipio barese e parallelo a via Napoli, che collega Palese e Santo Spirito, la sicurezza stradale su detta strada comunale anziché migliorale – a detta di molti automobilisti locali – è addirittura peggiorata. Infatti, i lavori di risistemazione stradale che hanno interessato via Speranza neppure per tutta la lunghezza, ma solo un primo tronco dell’estensione di 400 metri circa, lato Palese, sono terminati da appena qualche settimana e la delusione di molti cittadini delle ex frazioni a nord di Bari, per come si presenta la nuova viabilità della zona, è già presente in rete, con foto e post pubblicati sulle pagine di alcuni gruppi locali di Facebook. E ciò che sorprende maggiormente, nel leggere i post con le foto del nuovo assetto stradale di via Speranza ed i numerosi commenti sottostanti è che le critiche nei confronti dell’Amministrazione barese non riguardano fattori estetici o l’arredo urbano che è stato recentemente realizzato in detta via, bensì il fatto che i rilievi riguardano il peggioramento apportato ai fini della sicurezza stradale della stessa, con il notevole restringimento della carreggiata e la realizzazione di una pista ciclabile che – anche secondo molti amanti delle due ruote – rischia di aver reso addirittura più pericoloso il transito dei ciclisti in qualche punto della strada. Infatti, scorrendo qualcuno dei menzionati post su Facebook si legge: “Pista ciclabile che inizia dal nulla e termina nel nulla, con ben 8 specchi stradali, uno per ogni cancello frontista!” Ben più grave, invece, la lamentela riportata di seguito nello stesso post, in cui si rileva: “Inoltre, venendo in bici verso Palese, per prenderla bisognerà all’improvviso attraversare in diagonale il viale ancora a 4 corsie!” Post che si conclude con l’ironico commento che “Neanche a Paperoga sarebbe venuta in mente una simile barzelletta… tra l’altro pericolosissima!” In effetti, recandosi sul posto non è difficile rendersi conto che le critiche e le lamentele che circolano sui social locali, contro il restyling stradale effettuato in via Speranza, non sono affatto infondate. Infatti, da quando è stato completato quel primo tronco di via Speranza anche i Vigili urbani baresi si sono forse accorti che la situazione attuale dell’intera via Speranza (ossia una parte ancora a quattro corsie, lato Santo Spirito, e la parte rifatta che registra la riduzione di carreggiata a due sole corsie, sempre con doppio senso di marcia) è sicuramente più a rischio per chi la percorre sia in auto che con un motociclo o bicicletta, tanto che quasi giornalmente, sia di mattino che di pomeriggio, è presente una pattuglia della Polizia Locale per il controllo della velocità di transito degli automobilisti. “Allora – ha obiettato qualcuno di coloro che ha criticato l’intervento di restyling stradale appena completato – se lo scopo dell’Amministrazione barese era quello di indurre gli automobilisti a mantenersi nei limiti di velocità consentiti per i centri urbani, a che è servito restringere l’unico vialone esistente a Palese Santo Spirito degno di tale nome?” Sarebbe bastato installare dei dissuasori di velocità lungo tutta la via o procedere ugualmente con la presenza frequente di Vigili rilevatori, per sanzionare gli automobilisti che violano i limiti di velocità in quel tratto di strada cittadina. “Però, in tal caso – ha rilevato qualcun altro che invece tenta timidamente su social di difendere l’intervento di sistemazione stradale effettuato finora solo in parte su via Speranza – non ci sarebbe stata la pista ciclabile!” Ma anche su questo l’autore del post non accorda attenuanti a Comune per quest’opera che, dalle prime reazioni, risulta forse sgradita a gran parte degli utenti locali della strada. Infatti, l’autore del post ha risposto al rilevo positivo dei 400 metri in più di pista ciclabile che, con via Speranza, si aggiungono alla rete cittadina delle due ruote, affermando: “a Decaro dei ‘ciclisti’ non gliene frega una beata mazza! A lui interessano solo i contributi che il Comune prende per ogni metro di pista ciclabile che viene realizzata… a prescindere dalla sua vera utilità, percorribilità e sicurezza!” Per poi concludere con un’altra ironia: “Adesso, con la nostra assurda ‘pista dagli otto specchi’…possiamo competere con quella altrettanto ridicola ‘degli otto cartelli’ di Corso Mazzini!” Un altro tentativo, fatto nei commenti al post, per giustificare la riduzione di carreggiata e la realizzazione della pista ciclabile su via Speranza, è stato quello di una cittadina che ha ricordato di un incidente mortale accaduto ad una giovane ciclista nell’estate del 2019 proprio su detta via cittadina. Una disgrazia che avvenne, però, in un punto della strada che ad oggi non è stato neppure interessato dall’intervento di risistemazione in questione. Anzi, come ha anche ricordato in altro commento l’autore del post, la vera causa di quel grave incidente – a quanto di dice in giro – non fu neppure la velocità, ma la scarsa illuminazione pubblica della strada, che proprio nel punto in cui di sera avvenne l’impatto dell’autoveicolo con la sfortunata ciclista, risultava insufficiente o addirittura carente, poiché il lampione più vicino al luogo dell’incidente – a quanto pare – fosse addirittura avvolto dalla folta vegetazione di albero presente su area pubblica privo di manutenzione da anni e che fiancheggiava la strada ed il palo di sostegno del lampione.  Quindi, la vera priorità di via Speranza, prima ancora di essere dotata di una pista ciclabile, di marciapiedi più larghi (i cui pedoni sono talmente scarsi che raramente se ne vede qualcuno!) o di aiuole, sarebbe stata forse una pubblica illuminazione più efficiente, uno spartitraffico tra i due sensi di marcia e qualche dissuasore di velocità sull’asfalto nei punti più a rischio. Ma ancora una vota l’Amministrazione barese, con l’intervento parziale e, quindi, neppure completo del restyling di via Speranza nel V Municipio di decentramento, ha dimostrato di non conoscere i veri bisogni e priorità di una realtà ormai troppo grande e lontana dal Palazzo barese di corso Vittorio Emanuele, per essere governata al meglio. Un dato, questo, che confermerebbe anche la totale irrilevanza di un decentramento comunale inesistente ed inutile, oltre che costoso ed obsoleto per Bari, vista la sua non obbligatorietà, come ai tempi in cui il Primo cittadino non era eletto direttamente dal popolo.

 

 

Giuseppe Palella

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1 Comment

  1. fosco maurizio ha detto:

    Sinceramente, se da un lato ci può pure stare la voglia di autonomia, è pur vero che qualsiasi cosa realizzino a Palese, pare non vada bene. Mah. Tranquillizzate i vostri lettori, ho letto e chiesto: se non vi è limite di velocità la Legge prescrive, in città, il limite massimo di 50km/h. La legge, non le opinioni o le chiacchiere.
    Una buona serata a voi

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