Cronaca

Inceneritore: “La Regione revochi in autotutela l’Aia della Newo”

Il consigliere regionale Cosimo Borraccino di “Sinistra italiana”, con un generico appello rivolto all’Ente di cui lui stesso è espressione in qualità di componente dell’Assemblea legislativa, ha invitato la Regione Puglia a revocare in autotutela l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e tutti i pareri favorevoli già concessi alla società foggiana Newo Spa, per la realizzazione nella zona industriale tra Bari e Modugno di un inceneritore speciale di rifiuti pericolosi e non, che ha suscitato numerosissime proteste non solo da parte di alcune associazioni ambientaliste e di tanti semplici cittadini residenti in prossimità dell’area su cui dovrebbe sorgere l’impianto ad ossi-combustione per lo smaltimento di detti rifiuti, ma anche da parte dei Comuni stessi che hanno competenza sulla zona industriale in questione, ossia Bari, Modugno e Bitonto, oltre ad altri sei Comuni (Palo del Colle, Giovinazzo, Sannicandro, Binetto, Bitetto e Bitritto) che Modugno compongono l’Aro (Ambito di raccolta rifiuti) Bari 2. L’appello di Borraccino fa seguito ad uno analogo effettuato  nei giorni scorsi dal Comitato “NO Inceneritore” al governatore pugliese, Michele Emiliano, e che lo invitava ad attivare le procedure per il ritiro in autotutela dell’Aia e, quindi, senza attendere l’esito dei ricorsi amministrativi presentati dai Comuni che, per varie ragioni, contestano la costruzione dell’inceneritore della Newo nella zona industriale di Bari. “Si tratta evidentemente di un progetto – ha ribadito l’esponente pugliese di Si nel suo appello alla Regione – che crea legittimi dubbi per l’impatto  che potrebbe avere sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, contro il quale si sono già espresse tutte le comunità locali, oltre che i sindaci dei Comuni interessati, a cominciare dal primo cittadino di Bari, Antonio Decaro”. Inoltre, ha ricordato Borraccino, “nelle scorse settimane, è stato anche proposto un ricorso straordinario (ndr – dal Comune di Bitonto) al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento di tutti i provvedimenti adottati dalla Regione”. Però, per il consigliere pugliese di Si, non è possibile aspettare, su un tema così delicato e sensibile, i tempi della giustizia amministrativa ed è necessario, invece, che la politica e le istituzioni si assumano fino in fondo le loro responsabilità, non delegandole ad altri. Pertanto, Borraccino auspica che il presidente Emiliano chiarisca una volta per tutte la sua posizione su questa vicenda, che ha visto responsabilità da parte della Regione Puglia dal momento che il procedimento amministrativo è stato portato avanti non tenendo in alcuna considerazione i molteplici pareri negativi resi da più parti, a cominciare dal Comune di Bari. In realtà, invece, proprio la posizione del Comune del capoluogo è stata, su questa vicenda, inizialmente alquanto ambigua rispetto a quella tenuta sin dall’inizio dall’altro Comune direttamente interessato dalla presenza dell’inceneritore proposto dalla Newo, ossia Modugno che, con il sindaco Nicola Magrone, si è sempre opposto in modo coerente al progetto dell’impianto di incenerimento nella zona Asi (Area si sviluppo industriale) di Bari portato avanti dalla società dauna che fa capo alla famiglia Chirò. Infatti, come si ricorderà, mentre il Comune di Modugno si è sempre espresso negativamente sull’inceneritore, a cominciare dalla posizione assunta nella Conferenza di servizi che ha preceduto il rilascio dei pareri alla Regione, il Comune di Bari prima si è espresso con tutti i pareri favorevoli alle istanze presentate dalla Newo, compreso quello per il Via (valutazione di impatto ambientale), e solo successivamente al rilascio dell’Aia, ossia dell’Autorizzazione amministrativa definitiva della Regione alla Newo per la costruzione ed la messa in esercizio dell’attività di ossi-combustione, si è dichiarato manifestamente contrario, impugnando dinanzi al Tar (Tribunale amministrativo regionale) della Puglia la determina regionale con cui la Regione ha autorizzato la società dauna alla realizzazione dell’impianto. Sostanzialmente l’amministrazione Decaro ha preso posizione contro il progetto dell’inceneritore della Newo nella zona industriale barese, quando ormai tutte le autorizzazioni erano andate a buon fine per il soggetto proponente e, soprattutto, solo dopo che erano scoppiate le prime contestazioni nelle comunità interessate dalla vicinanza dell’impianto di incenerimento ai centri abitati, ad ospedali, scuole e quant’altro. Nel comunicato con cui Borraccino ha reso noto il suo appello alla Regione per il ritiro dell’Aia si evidenziano anche i dubbi di Si nei confronti del Piano dei rifiuti del governatore Emiliano ed il voto contrario espresso in Consiglio regionale dal rappresentante di Si (lo stesso Borraccino) sulla legge per le emissioni odorigene. Nella nota il consigliere di Si, che in precedenza faceva parte della maggioranza di governo della Puglia ed da qualche mese è all’opposizione, ha poi affermato: “Ora la Regione Puglia ha la possibilità di dimostrare concretamente da che parte sta nella politica sulla gestione dei rifiuti: se dalla parte di un approccio vetusto e tendenzialmente pericoloso per la salute dei cittadini, o dalla parte dell’economia circolare e del riciclo”. Quindi, ha terminato Borraccino: “Se pensa davvero (e non solo a parole) che la strada da percorrere sia la seconda, ha solo una scelta da compiere: revocare in autotutela l’Aia per l’inceneritore di Modugno, senza ulteriori incomprensibili indugi”. In definitiva, il consigliere di Si ha rivolto il suo invito in maniera impersonale alla Regione, quando in realtà il diretto interessato all’appello di revoca dell’Aia rilasciata alla Newo è il governatore Emiliano. “Peccato, però, – ha esclamato qualche addetto ai lavori della politica pugliese – che Borraccino non lo abbia detto espressamente”.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 4 Luglio 2018

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio