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Inceneritore Newo: Bari, la “città di Pulcinella?”

L’esito della seduta monotematica del consiglio comunale barese di lunedì scorso, per dire “No” all’inceneritore della Newo nella zona industriale di Bari-Modugno, non è stata di certo una bella pagina politica per l’opposizione di centrodestra e pentastellata, ma neppure per la maggioranza di centrosinistra che sostiene l’amministrazione Decaro. Infatti, detta seduta si è conclusa con un nulla di fatto per la venuta meno del numero legale, a causa dell’abbandono dell’aula “Dalfino” da parte di quasi tutti i consiglieri di opposizione, ad eccezione di tre componenti del gruppo Misto, ovvero l’ex presidente del consiglio comunale, Pasquale Di Rella, Michele Caradonna ed Ilaria De Robertis, che benché eletti nel 2014 tra le fila della maggioranza, ora per molti temi si ritrovano spesso su posizioni molto simili a quelle delle opposizioni, anziché quelle espresse dal sindaco Antonio Decaro (Pd). Una seduta, quella di lunedì scorso, richiesta dalla minoranza e durante la quale si sarebbe dovuto far chiarezza sui tanti punti oscuri di una vicenda in cui Comune di Bari, principale interessato di una procedura amministrativa che ha consentito alla società Newo della famiglia foggiana Chirò di ottenere contemporaneamente dalla Regione Puglia sia la Via (Valutazione d’impatto ambientale) favorevole e l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) che il finanziamento di circa undici milioni di Euro, per la realizzazione e messa in esercizio di un impianto ad ossi-combustione per rifiuti indifferenziati, da ubicare – come è ormai noto – in via Luigi Corigliano, nella zona industriale di Bari, ad una manciata di chilometri (se non addirittura, in taluni casi, a poche centina di metri dai centri abitati baresi del San Paolo, Stanic, Fesca-San Girolamo, Palese Macchie e dai Comuni di Modugno, Bitonto, Palo del Colle, Bitetto e Binetto. Infatti, un ulteriore atto della “farsa” che sta andando in scena al Comune di Bari, dopo la conclusione di un consiglio monotematico andato praticamente a vuoto, è quello del rimpallo di responsabilità tra maggioranza ed opposizioni sul fatto che, pur dichiarandosi tutti d’accordo nel voler dire “No” alla costruzione dell’inceneritore della Newo in quell’area, non si è riusciti neppure a concludere la seduta con un unanime voto espressione di tale orientamento. Infatti, per la mancata deliberazione di lunedì scorso nell’aula “Dalfino” sia la maggioranza che l’opposizione si stanno accapigliando su questioni di “lana caprina” in merito al mancato accordo sul documento finale da mettere in votazione. Ed anche se, alla fine, il diniego del consiglio barese alla costruzione dell’impianto della Newo sarebbe stato certamente tardivo ed “inutile”, perché l’Amministrazione barese ha già rilasciato le necessarie autorizzazioni amministrative di sua competenza e, quindi, qualsiasi altro atto successivo, per impedire la realizzazione e messa in esercizio della predetta infrastruttura industriale privata, va incontro quasi sicuramente ad un ricorso dinanzi ai giudici amministrativi da parte della società interessata alla realizzazione dell’impianto. Perciò, nella peggiore delle ipotesi per la Newo, ovvero la conferma da parte del Tar (Tribunale amministrativo regionale) di un possibile passo indietro del Comune, comporterà altrettanto sicuramente ad un risarcimento danni alla ditta foggiana beneficiaria delle autorizzazioni già regolarmente rilasciate dal Comune di Bari prima e dalla Regione Puglia dopo. “Di chi la colpa?”  E’ la domanda che serpeggia più di frequente, in questi giorni, nell’opinione pubblica barese e, in generale, pugliese. La particolarità della “questione” sta nella singolarità delle dichiarazioni del sindaco Decaro che, negando le evidenze emerse da alcune dichiarazioni documentate del consigliere Di Rella, sostiene di essere stato sempre contrario a quell’inceneritore e di aver saputo solo a fatto compiuto delle autorizzazioni favorevoli alla realizzazione dell’opera. E ciò sarebbe, in tutta questa farsa, un atto tragicomico, se realmente fosse andati così i fatti, poiché emergerebbe che a Bari al comando dell’Amministrazione comunale non ci sarebbero i rappresentanti politici democraticamente e legittimamente eletti dai cittadini, ma oscuri funzionari e dirigenti comunali che si assumono responsabilità che ad essi non competono, in quanto l’indirizzo è prerogativa esclusiva degli organi politici. “Ed è mai credibile una siffatta situazione?” E questa è l’altra domanda che si pongono molti baresi in questa vicenda ed alla quale doverosamente il sindaco Decaro e l’assessore al ramo, Pietro Petruzzelli (Pd), dovrebbero rispondere se vogliono risultare ancora guide credibili di questa città. Diversamente, visto il periodo carnascialesco, a Bari starebbe andando in scena una “piece” della “Commedia dell’Arte”, dove uno dei protagonisti, Pulcinella, sarebbe sicuramente più attendibile del più alto rappresentante dell’Associazione dei Comuni italiani.

 

Giuseppe Palella

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