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Innovapuglia boccheggia, piano M.A.I.A. dissolto: quale futuro informatico per l’Ente?

Calma piatta sulla questione di Innovapuglia, la società partecipata regionale sulla quale, da non molto, sono state presentate un paio d’interrogazioni: la prima dei consiglieri penta stellati Laricchia, Galante con la quale si chiedevano quali erano le sue prospettive e la seconda del consigliere Colonna, circa la situazione lavoratori in somministrazione della società. Ebbene, anche se ufficiosamente si sa di una breve proroga per i circa ottanta lavoratori in bilico, con i contratti scaduti venerdì scorso scorso, le risposte ufficiali dell’Ente proprietario unico risalgono a quando l’assessore al Personale Antonio Nunziante, ricordando appunto che il 30 giugno scadevano gli internati, era soddisfatto per l’insediamento d’un tavolo tecnico, per risolvere i problemi di Innovapuglia. Chi si contenta gode, ma i problemi di Innovapuglia meriterebbero ben altro peso e attenzione “Gli interinali rimasti sono settantasei – ricordava a fine maggio Nunziate – e per quanto riguarda la clausola sociale, con i sindacati sono in atto periodici incontri per trovare una soluzione a questi problemi, tenendo conto che queste persone che hanno indubbiamente maturato una professionalità altissima, tuttavia fanno parte di quelle che sono le cosiddette società partecipate e che escono fuori dalla legge n. 47/2014”. E allora, non appena la Regione avrà dalla Ragioneria regionale dello Stato l’okay per quanto riguarda il pareggio di bilancio, si inizierà ad affrontare la programmazione delle assunzioni, con il programma triennale e poi con quello annuale. “Comunque – concludeva Nunziate – stiamo seguendo questa situazione molto delicata, la sta seguendo la Presidenza, e ovviamente affronteremo anche questo problema”. In attesa di risposte più consone e rassicuranti e non solo per i lavoratori, risuona anche la voce del consigliere Alfonsino Pisicchio, sugli ottantatre lavoratori InnovaPuglia, assunti con le agenzie interinali. Che appunto fino a pochi giorni fa rischiavano di tornare a casa, così come avvenuto a inizio anno per le prime undici unità. Con un doppio danno, sociale ma anche amministrativo, visto che si tratta di figure chiave per l’innovazione della Regione. Il presidente della VI Commissione Lavoro Pisicchio, a margine dell’audizione dei rappresentanti Cisl sul futuro occupazionale degli interinali di Innova Puglia qualche settimana fa, ha almeno lui evidenziato che si tratta di <<figure altamente specializzate>> come informatici, dematerializzatori, analisti programmatori, ingegneri di software. Lavoratori che da anni prestano servizio permettendo all’ente regionale di fare passi avanti sull’informatizzazione. A questo punto orna a galla il nodo cruciale e cioè conoscere il piano di sviluppo dell’agenzia ancora di stanza nell’ex Tecnopolis a Valenzano, più in generale il piano assunzionale dell’Ente e, infine, chiedere alla Regione Puglia l’istituzione d’un tavolo tecnico serio, finalizzato a discutere le prospettive dell’agenzia interna impegnata in attività a supporto della programmazione strategica regionale a sostegno della Innovazione Digitale. Il rischio, non s’è ancora capito bene se calcolato o no, potrebbe essere radere al suolo Innovapuglia senza tornare a discutere le prospettive dell’agenzia interna. Non è poco, anche perché già dalla primavera dell’anno scorso i dipendenti di InnovaPuglia – con una lunga nota scritta inviata a sindacati e parti sociali – avevano espresso le loro “preoccupazioni” per il prolungarsi dei tempi di avvio del nuovo modello organizzativo M.A.I.A. definito dalla giunta pugliese: quel modello ambidestro annunciato quale “strumento di innovazione della amministrazione regionale” che, invece di decollare in Regione, s’è dissolto senza lasciare traccia. Tanto che, circa sette mesi fa, il presidente Emiliano ha deciso di affidare uno studio per rilanciarlo ad un’altra società ‘in house’, quell’Istituto di Ricerche (Ipres) che avrà a disposizione circa 615mila euro per scegliere gli esperti che entro fine anno dovrebbero studiare correttivi e miglioramenti. E InnovaPuglia, che ruolo ha nell’organigramma regionale pugliese? La società ha svolto un’importante funzione nel processo di “riforma e modernizzazione del sistema pubblico”, mettendo assieme innovazione tecnologica ed efficienza organizzativa, mentre la partenza del Piano ‘MAIA’ tanto voluto da Emiliano per rimettere a nuovo la macchina burocratica dell’Ente è ancora ferma al palo.

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 4 Luglio 2017

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