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Innovatrice, ma legata fortemente alla tradizione

Innovatrice, ma legata fortemente alla tradizione. E’ la sintesi dell’ artista e pittrice barese Francesca Di Vincenzo, curriculum degno di nota, che recentemente ha esposto con successo nell’ ottima rassegna presso il Museo Civico, Futuro Arcaico, progetto curato da Folklore Elettrico. Si definisce artista di surrealismo gotico, ama il bianco e il nero. La abbiamo intervistata.

Francesca, da poco è finita la rassegna Futuro Arcaico al Museo Civico ed ha riscosso consensi, alla pari delle sue opere ivi esposte con altre. Si definisca…

“Mi reputo uno spirito libero, amante di quello che veramente c’ è dietro e dentro di noi. Sono fondamentalmente curiosa, passo notti insonni ad interrogarmi su cose storiche ed antropologiche”.

Museo Arcaico porta inevitabilmente al concetto di tradizione…

“Effettivamente è vero. Comunque la tradizione è importante, non è una cosa sbagliata, anzi. E’ importante conservare memoria delle nostre radici e non esistono presente e futuro senza il passato. Oggi viviamo in un mondo frenetico, spesso siamo anestetizzati. Bisogna fermarsi più spesso e meditare”.

Nel suo profilo fb compare una singolare sua foto con uno scarafaggio in mano. Perchè?

“Una provocazione. Per dimostrare il mio amore verso la natura e gli animali tutti”.

E’ importante per un pittore lo studio?

“Assolutamente. Un pittore deve avere tecnica individuale, ha bisogno di studio. Dopo semmai può mettere da parte le nozioni e basarsi anche sull’istinto, ma la tecnica è centrale. Ovviamente non è pensabile essere schiavi del metodo, però neppure farne a meno”.

Che tipo di arte è la sua?

“Contemporanea, nel surrealismo gotico. Uso prevalentemente bianco, la luce e il nero”.

Dove ha esposto?

“In molte collettive dell’Accademia, in Italia e all’estero”.

Bruno Volpe

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