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Insieme alla pioggia arrivano puntualmente anche gli escrementi in strada

Per i residenti del V Municipio di decentramento amministrativo barese, quella che sta per concludersi, è stata una stagione estiva (ma anche quella primaverile!) di forte siccità. In realtà, un periodo così lungo con assenza di pioggia non è di certo un fatto positivo per la natura e l’ambiente, però per la comunità di Santo Spirito ed anche parte di Palese, in particolare di quella che si affaccia sul locale lungomare, la mancanza totale di pioggia dalla fine marzo fino allo scorso sabato 11 settembre è stato paradossalmente provvidenziale. Infatti, il sopraggiunto acquazzone (neppure torrenziale!) di domenica mattina, 12 settembre, nel centro di Santo Spirito e sul tratto di lungomare che dal porto della ex frazione si estende fino alla zona “Tira a volo”, alla contrada Pizzillo, ha provocato il desolante spettacolo dei liquami che invadono le strade, fuoriuscendo dai tombini della rete fognaria urbana. Strade del centro storico di Santo Spirito e tratti interi di lungomare trasformati in veri e propri torrenti maleodoranti di acqua piovana mista a quella di fogna, su cui galleggiavano escrementi umani che insieme al deflusso idrico, spostandosi fino al riversamento in mare lungo tutto il tratto del lungomare Cristoforo Colombo, in corrispondenza del bacino portuale. Eloquenti le immagini allegate al presente servizio più del racconto stesso. Quello che invece non possiamo mostrare, ma possiamo solo descrivere, è il fetore che si alza nell’aria domenica scorsa nelle diverse vie e traverse del centro di Santo Spirito, dove alcuni turisti e villeggianti ancora presenti nel quartiere barese, meglio noto ancora come “Marina di Bitonto”, in questa coda di stagione estiva assistevano impietriti e disgustati ad uno “spettacolo” da favelas sudamericane. Ancor più raccapricciante la scena che si presentava sotto gli occhi di residenti e ospiti di quella che dal 1928 è, insieme all’adiacente Palese, la “Marina nord” del capoluogo. Infatti,  alla fine del temporale, quando i torrenti stradali di acqua piovana mista a quella di fogna hanno smesso di scorrere e, quindi, prosciugatisi ed i coperchi dei tombini della fogna che erano stati sollevati dallo loro sede, a causa della pressione nella condotta, sono ritornati al loro posto o, comunque, adagiati sull’asfalto ma fuorisede, ecco che interi tratti di carreggiata stradale del lungomare Cristoforo Colombo, ma anche di via Reggio, via Fiume, via  Giannone, via Settembrini ed altre del centro storico, oltre che della centralissima via Napoli, erano disseminati di escrementi fognari che si sono depositati sull’asfalto ad esaurimento del flusso idrico che li trasportava. Gli agenti della Polizia urbana che si sono recati sul posto, a seguito delle segnalazioni che diversi cittadini hanno fatto telefonicamente al centralino del Comando barese del Corpo, non hanno potuto fare altro che constatare (come è avvenuto tante altre volte in passato!) l’accaduto e chiedere via radio l’intervento urgente e straordinario degli operatori dell’Amiu. Ossia dei netturbini dell’Azienda barese di igiene e smaltimento rifiuti. Ciò che invece è stato più problematico da rimuovere è stato il fetore che l’evento ha diffuso nell’ambiente circostante, lasciando traccia per qualche ora ancora anche dopo la rimozione degli escrementi ed il lavaggio con lancia delle carreggiate oggetto degli interventi. Ma alla fine, grazie ad una leggera brezza marina sollevatasi ed a qualche opportuno colpo di vento, anche gli “odori” nauseabondi diffusisi sono svaniti. Ciò che invece di certo non potranno essere rimossi con altrettanta facilità dalla mente di residenti e forestieri sono le immagini sconcertanti di tale “spettacolo” urbano che, a Santo Spirito e parte del lungomare di Palese, sistematicamente si ripete da oltre venti anni, ogni qualvolta capita un acquazzone di ordinaria portata da queste parti. Nella stagione invernale l’inconveniente della fogna che fuoriesce dai tombini fa, forse, meno danni solo perché non ci sono turisti e villeggianti e con il freddo la puzza è meno intensa per i residenti. Però, lo sconcerto, la rabbia ed il malcontento dei cittadini del posto sono rimasti immutati nei confronti di una problematica irrisolta da troppi anni ormai dell’Amministrazione comunale barese, Infatti, nel V Municipio di Bari sono in tantissimi ormai a chiedersi: “Chi sono a Palese e Santo Spirito (oltre ai “quarti di tacca” della politica locale!) quelli contrari all’Autonomia comunale che ci consentirebbe amministrativamente di autodeterminarci e non essere più “dipendenti” da Bari?” Perché è ormai chiaro a chiunque, scevro da interessi partigiani o personali, che senza una propria indipendenza amministrativa e, quindi, senza un proprio Ente comunale autonomo, la comunità di tale (finto) V Municipio, anche quando piove, è letteralmente nella “melma”! Mentre quando c’è il sereno, lo è forse ugualmente, avendo una classe politica locale che finora è rimasta sempre silente sull’aspirazione autonomistica di gran parte dei residenti di Palese e Santo Spirito. Perché  la maggioranza di essi  è sicuramente (colpevolmente, o inconsapevolmente) a servizio degli interessi su questo territorio, sin troppo evidenti, di qualche imprenditore d’assalto e di un ceto politico del capoluogo alquanto disinteressato al bene collettivo, oltre che poco lungimirante.

 

Giuseppe Palella

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1 Comment

  1. pino salvatore ha detto:

    Leggevo con piacere il Vostro Giornale fino a che non è divenuto, e ciò mi dispiace, ripetitivo fino alla nausea, per quanto concerne la questione dell’autonomia di Palese e Santo Spirito. Sia essa, non sta a me deciderlo, positiva o meno, voluta realmente dalla popolazione o meno, a parer mio non se ne può più: eventi meteorologici, tombini, qualunque tipo di disservizio, ecc, ancorchè richiamare l’attenzione su problemi e magari suggerire soluzioni tecniche, servono solo per richiamare la stessa idea.

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