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Insorgono i proprietari, puniti nuovamente dal governo

Proprietari di immobili inviperiti per l’ultimo attacco del Movimento 5 stelle ai proprietari di case, appunto. Nel mirino delle associazioni di categoria l’emendamento presentato al Senato sulla proroga dell’esecuzione degli sfratti al 31 marzo dell’anno venturo, atto che senza alcun dubbio evidenzia l’atteggiamento <<punitivo>> nei confronti di una categoria, i proprietari di casa, che a causa della pandemia da virus risente fin troppo degli effetti negativi di questa crisi. Ancora una volta i grillini, in evidente stato confusionale per i problemi interni mai sciolti, tentano di colpire adesso un <<bene essenziale come la casa>>, difendendo le occupazioni abusive e auspicando nuove patrimoniali. La preoccupazione di ‘Federproprietà’ -che in questo caso rappresenta in prima fila i proprietari di case – è quella delle ripercussioni negative su migliaia di famiglie della crescita esponenziale delle morosità per affitto dovute anche, in verità, a chi ha perso il lavoro, mentre le continue proroghe dell’esecuzione degli sfratti alimentano tensioni e provocano decurtazioni del reddito di quanti con sacrifici e mutui sono riusciti a dotarsi di un’abitazione per i figli, per arrotondare le pensioni sempre più erose dal fisco e dalla crescita dei prezzi o per investire i propri risparmi nel mattone. Bocciato l’emendamento grillino salva-furbetti, il problema delle morosità per gli affitti e la questione di riavere la casa dopo la sentenza dei giudici restano gravi, specie in una fase di profonda crisi dell’edilizia e dell’intera economia nazionale. Il Parlamento -sempre secondo l’associazione di categoria – dovrebbe invece trovare strade adeguate (sostegno agli affitti, incentivi fiscali) e non scaricare il peso del blocco e degli sfratti solo sui proprietari. Per Federproprietà, insomma, manca in Italia una vera ed efficace ‘politica di edilizia sociale’, vista e considerata la considerazione a livello governativo per chi non paga l’affitto grazie, appunto, agli emendamenti che si susseguono di volta in volta a tutela dei morosi, l’ultimo dei 5 Stelle al ‘Dl Ristori’. Quindi, migliaia di cittadini che hanno a che fare con inquilini che non pagano più l’affitto, che erano già stati colpiti dal blocco degli sfratti, vengono nuovamente colpiti dal Governo. E tra i firmatari dell’emendamento ‘incriminato’, fanno notare su alcuni fogli nazionali, Emanuele Dessì, «fattosi conoscere (unicamente) per la casa popolare che occupava a Frascati al canone di 7 euro al mese». Sarà pur vero che l’emergenza Covid ha messo in seria difficoltà migliaia di famiglie che non sono in condizione di pagare canoni di affitto, però ci sono pure tantissimi nuclei famigliari che di quell’affitto vivono. Chissà, per adottare decisioni meno contestate sarebbe bastato distinguere tra inquini in ginocchio e senza lavoro per la pandemia e quei morosi di professione che hanno imparato a memoria come approfittare delle debolezze di Stato e Governo. D’altra parte il blocco degli sfratti era stato fissato prima a giugno scorso, poi prorogato a settembre, quindi rinviato al 31 dicembre, tramite i soliti emendamenti. Come già detto nell’ultimo emendamento dei Cinquestelle al Dl Ristori la proroga arriva al 31 marzo 2021 per tutelare le fasce deboli, dicono i grillini, che però ignorano che tra questi ci siano -come detto – anche quei piccoli proprietari che maledicono il momento in cui, oramai tanti anni fa, decisero di investire i loro risparmi in quel mattone che adesso sembra piombargli maledettamente…in testa.

Francesco De Martino

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