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Ireneee… sussurra il vento

La prima volta di Irene Grandi a Bari, a memoria nostra, fu all’Arena della Vittoria, intorno al 2003. Ritrovammo l’Irene nazionale un cinque anni dopo al Palatour di Bitritto. Quanta differenza fra i due personaggi e fra le due cantanti. Un ragazza ‘cattiva’ e molto rocker nella prima circostanza, una donna sofisticata, vagamente ‘fatale’ e un po’ languida nella seconda. Questa svolta, peraltro avvenuta all’interno di un contenitore affatto raccolto e che in precedenza si era mostrato perfetto per Lou Reed, PFM e New Trolls, allertò i fan. In molti si chiesero dove andasse Irene Grandi, se stesse rifiatando in attesa di tornare a vestire i panni della star pimpante a cui aveva abituato tutti o se invece riflettesse su cosa fare da ‘grande’. Il suo ultimo disco, ‘Un vento senza nome’ (che stasera verrà presentato dall’artista fiorentina al Teatro Palazzo) spazza ogni dubbio : Dopo tanto andare su e giù per il mondo, dopo tanto frequentare gente, fare e disfare non poteva non giungere il momento della svolta intimista. A ben guardare, questo desiderio di una diversa consapevolezza, quest’ansia di guardarsi dentro era in embrione già nei giorni di ‘In vacanza da una vita’ e di ‘Per fortuna purtroppo’, i primi album. ‘Un vento senza nome’ mette definitivamente a nudo l’aspetto vellutato di una personalità complessa, fragile e forte al contempo. Un disco dai toni rarefatti ed intimi, un pop delicato e che si avvale di arrangiamenti eleganti sì, ma essenziali. Undici pezzi alla scrittura dei quali ha contribuito in buona parte la stessa Irene. Questo carattere cantautorale, e che costituisce la novità più rilevante di ‘Un vento senza nome’, è la conferma di una svolta artistica definitiva. In avvenire forse vedremo Irene Grandi sempre meno in cartellone fra stadi, palasport e piazze e sempre più in teatro. Un passaggio da folle in piedi e caldissime, accalcate sotto palchi simili a cattedrali, a platee ridotte e composte, non di meno attentissime e dal palato fine. Abusando di una battuta, possiamo dire che il decimo disco di Irene segna il passaggio nell’età dei… Grandi. E che ciò stia avvenendo, sia avvenuto, lo dice anche l’impegno sociale di questa giovane signora della canzone italiana al di fuori di sale d’incisione e luoghi di spettacolo : Irene Grandi è sostenitrice dell’AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo); “il cuore si scioglie” con la quale, nel 2007, ha partecipato ad un viaggio in Africa, tenendo un concerto con un artista del Burkina Faso, Alif Naaba. Come sostenitrice di Greenpeace ha scritto e interpretato per lo Zecchino d’oro “Ciao Foresta”, una canzone dedicata alla salvaguardia delle foreste, il cui testo è stato ispirato da uno dei temi scritti dai bambini delle scuole elementari nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione per la difesa e la cura dell’ambiente.  – Il concerto di stasera al Teatro Palazzo è organizzato dall’agenzia Music One di Nicola Molinario (prezzi : tra i 25 e i 35 euro).  I biglietti sono disponibili in prevendita presso i punti vendita Bookingshow e on line sul sito www.bookingshow.it. Info:  www.musiconeitalia.com –  www.otrlive.it – www.irenegrandi.it – Tel. +39 335 17 29 076 – info@musiconeitalia.com.

 

 

Italo Interesse

 

 

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