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Isabella d’Aragona era Monna Lisa?

Riporta il Vasari che la donna ritratta ne La Gioconda sarebbe stata Lisa Gherardini (1479 – 1542) e che l’opera fu commissionata da suo marito, Francesco del Giocondo ; secondo altri studiosi, invece, a commissionare il quadro fu Giuliano de’ Medici. In precedenza, si era ipotizzato che il soggetto dell’opera fosse Costanza d’Avalos (1460 – 1541) o Bianca Giovanna Sforza (1482 – 1496). Ad accomunare le tre donne è la frequentazione a vario titolo della corte sforzesca nello stesso periodo (1482 – 1500) della permanenza di Leonardo a Milano. Ma nello stesso lasso di tempo per la dimora degli Sforza passò pure un’altra celebre gentildonna, quella Isabella d’Aragona, figlia di Ippolita Maria Sforza, che più avanti sarebbe divenuta duchessa di Bari. E’ su quest’ultima figura che qualche anno fa si è concentrata l’attenzione di una studiosa tedesca, Maike Vogt-Luerssen, che ha ritenuto di identificare in essa la più misteriosa donna della storia della pittura. Cosa ha indirizzato la Luerssen verso questa strada? Non tanto l’evidente somiglianza tra la Monna Lisa e l’Isabella d’Aragona ritratta da Raffaello, quanto un ricamo dell’abito che richiama i simboli del casato milanese. Che il vestito de La Gioconda sia un abito da lutto in uso tra le donne della famiglia Sforza e che una fonte dell’epoca descrive di colore “verde scuro, con le maniche in velluto nero e un velo sulla testa” ? La Luerssen lo afferma con convinzione, specificando che la Monna Lisa di Leonardo è Isabella d’Aragona ritratta a lutto dopo la morte della madre Ippolita, avvenuta nel 1488. E ci sarebbe poi l’impossibilità che Lisa Gherardini fosse davvero la signora Giocondo, essendo in uso all’epoca che le donne maritate continuassero a portare il nome di famiglia senza assumere quello dei mariti. Osserviamo di sfuggita che al museo del Prado è conservata una coeva copia della Gioconda eseguita da anonimo e che si vuole ritragga Isabella d’Aragona. Restiamo comunque nel campo delle ipotesi. Dal canto nostro ci limitiamo ad osservare questo : quando rimasta vedova, Isabella fu costretta da Ludovico il Moro, zio del defunto marito e prepotente signore di Milano, a partire alla volta di Bari per prendere possesso di quel ducato, e con la prospettiva di non tornare più indietro, perché non si portò dietro il ‘suo’quadro? Vero è pure che tanto la Gherardinelli quanto Costanza d’Avalos o Bianca Giovanna Sforza mostrarono ciascuna a modo suo lo stesso ‘disinteresse’ verso il celebre dipinto. Concludiamo che donne di quel rango, essendo in grado di permettersi più di un dipinto, potevano  snobbare una tela che le riproducesse senza ostentata magnificenza, ovvero come nel caso della celeberrima tela leonardesca. Si osservi la differenza tra il fasto del ritratto di Raffaello e la sobria interpretazione di Leonardo.

 

Italo Interesse

 

 

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