Cultura e Spettacoli

Jean e Germaine, il sentimento perfetto

Da piccolo, durante le vacanze a La Colle-sur-Loup in Costa Azzurra, Daniel Pennac ebbe modo di conoscere da vicino un coppia d’innamorati poi rimasta nella sua memoria. Jean, “uno alto e calvo, tipo airone” e Germaine,  una “magra, rosea e felice”, erano senza bambini e senza lavoro, sempre di buon umore, intriganti nella loro gioia di vivere. “Un amore senza intermediari, il loro, un amore ‘esemplare… una storia d’amore così bella da sembrare inventata”. Pennac ne rimase segnato. Divenuto uomo e una volta affinato il talento di scrittore, l’autore francese tornò con la mente a quella storia con l’idea di raccontarla. Dubitando però che un romanzo potesse rendere ciò che i due personaggi rappresentarono ai suoi occhi di bambino (“trovavo che Jean e Germaine meritassero qualcosa di meglio delle parole”), Pennac optò per la storia a fumetti, individuando la figura dell’illustratore in Florance Cestac, vincitrice nel 2000 del Gran Prix al festival di Angoulême, tra i più importanti riconoscimenti mondiali nel campo dei fumetti. ‘Un amore esemplare’, edito da Feltrinelli (l’opera segna anche l’ingresso della nota editrice nel settore del fumetto), questo graphic memoir commovente e ironico, incantato e realistico e che mette in scena la gioia e la forza dell’amore, ora è pure uno spettacolo teatrale diretto da Clara Bauer ; compagnia  MIA – Parigi / il Fumaro – Pistoia. In questo allestimento coprodotto da  Laila-Napoli/Napoli Comicon gli stessi Pennac e Florance sono presenti in scena insieme ad due altri attori, rispettivamente mascherati da traduttore simultaneo (Ludovica Tinghi) e da spettatore strappato alla platea (Massimiliano Barbini). La formula sembra riprodurre l’atmosfera degli incontri tra Pennac e la Cestac nel corso dei quali il libro in questione prese vita. In scena, l’avvicendarsi delle immagini, che prendono forma su un maxi schermo a misura che l’autore espone, fa pensare ad una story board, quella rappresentazione grafica sotto forma di sequenze disegnate in ordine cronologico che nel cinema anticipa la realizzazione di un film. La formula, abbastanza originale, regala qualche momento brioso e sprazzi di simpatia. Deve però fare i conti con molti tempi morti. Per di più questa costante atmosfera di prova aperta, di cantiere attivo, alla lunga strappa incisività a una vicenda d’amore di cui lascia vaghi i contorni, a differenza invece di quanto accade nel libro illustrato. Hanno collaborato a vario titolo Alice Pennacchioni, Ximo Solano e Pasquale Loffredo. – Prossimo appuntamento al Kismet per la stagione di Teatri di Bari, giovedì 8 marzo con ‘Anfitrione’, regia e riscrittura di Teresa Ludovico.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 20 Febbraio 2018

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