Cultura e Spettacoli

Joyce citò Mercadante nel suo ‘Ulisse’

Il 17 dicembre 1870 a Napoli si spegneva il compositore altamurano la cui fama varcò anche la Manica

Ricorre oggi il 155° anniversario della scomparsa, avvenuta a Napoli, di Saverio Mercadante, compositore altamurano. Autore prolifico, per trent’anni, dal 1840 fino alla morte avvenuta nel 1870, diresse il conservatorio di Napoli ; il capoluogo campano gli ha intitolato una piazza,  in un cui giardino una statua lo raffigura. Capace di una scrittura che coniugava il brio con la scorrevolezza, Mercadante seppe affrontare il difficile passaggio tra l’eredità rossiniana (e pre-rossiniana) e il nuovo scenario musicale che avanzava. Negli ultimi anni la sua musica si presenta caratterizzata da una prevalente inclinazione retrospettiva neoclassicheggiante, con un ritorno all’eredità dell’opera seria e degli influssi gluckiani. La sua fama fu di portata europea. Ne fu toccato pure un celebre letterato, James Joyce (nell’immagine con cappello ed occhiali), il quale lo cita ripetutamente nell’opera sua maggiore : ‘Ulisse’. – Ulisse’ è la storia di una giornata, il 16 giugno 1904, di un gruppo di abitanti di Dublino. Incrociando in modo apparentemente casuale le vite degli altri, i personaggi ne determinano lo svolgimento e lo descrivono, attraverso un continuo monologo interiore. Viene considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura del XX secolo e  si distingue per il fatto che molte parti del racconto sono sviluppate secondo quella particolare tecnica di scrittura, chiamata “flusso di coscienza”, in cui i pensieri del protagonista scorrono senza punteggiatura. – Lo scrittore berlinese, in gioventù apprezzato tenore e grande appassionato di musica classica, ebbe modo di conoscere la produzione del musicista pugliese quando fu in Italia, fra il 1912 e il 1914 (era venuto a Padova per sostenere gli esami di abilitazione all’insegnamento nelle scuole italiane ; ma nonostante il buon esito dell’esame, il suo titolo di studio non venne riconosciuto in Italia. Rimase poi a Venezia sino allo scoppio della Grande Guerra). Di Mercadante lo colpì in modo particolare ‘Le ultime sette parole di Cristo’, connubio fra opera lirica e musica sacra la cui originalità consiste nel fatto che l’Oratorio, invece che delle citazioni dei Vangeli, si serve di un testo poetico del Metastasio. L’opera fu composta fra il 1832 e il 1838, periodo in cui Mercadante fu maestro di Cappella a Novara, dove scrisse sia musica liturgica (messe, salmi vespertini, mottetti per solisti, per coro e orchestra in occasione delle feste solenni e per coro e accompagnamento organistico nelle altre occasioni), sia messa devozionale, tra cui, appunto, ‘Le ultime sette parole di Cristo in croce’. Nell’Ulisse Joyce cita Mercadante cinque volte. Ne abbiamo rintracciate due. Nella prima il protagonista dell’opera, Leopold Bloom, nel camminare pensa alla musica sacra e gli viene in mente del compositore altamurano il ‘Gloria’ de ‘Le ultime sette parole di Cristo’ o ‘Missa in do’. Nella seconda circostanza nel capitolo delle ‘Sirene’ (episodio 11), Molly Bloom, la moglie di Leopold, canticchia una melodia che richiama un’aria di Mercadante.

Italo Interesse


Pubblicato il 17 Dicembre 2025

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio