Cultura e Spettacoli

L. Martino, ‘Poeta dialettale Ignoto’

È stata ritrovata di recente una breve silloge di un poeta barese sconosciuto della prima metà del Novecento

I social consentono anche ai poetastri (quanti ce n’è…) di restare indimenticati. Sino alla prima metà del Novecento così non era. Non meravigli dunque che di alcune figure sfuggite al totale oblio siano avanzate solo poche liriche, quasi avanzi di naufragi. E’ il caso, questo, di ‘tale’ L. Martino, poeta dialettale barese di cui ci resta solo un cognome, un’ipotesi di nome di battesimo e una manciata di poesie contenute in un ‘giornaletto’ di appena quattro pagine : ‘Fiure e spine, vierse a la barese’. Stampata a Bari da Pasquale Losasso (all’epoca i tipografi non si piccavano d’essere Editori…) la plaquette è priva della data di pubblicazione. Ma il prezzo di vendita (dieci centesimi) e la ‘dedica ‘A beneficio delle famiglie povere dei richiamati’ consente di collocare la data di pubblicazione di questa breve opera tra il 24 maggio 1915 e il 12 novembre 1917, rispettivamente date del gratuito e rovinoso ingresso del Regno d’Italia nella Grande guerra e della ‘rotta’ di Caporetto. In quegli anni tragici un’Italietta raffazzonata e stracciona, non di meno rampante, più che di ferro, petrolio o carbone aveva bisogno di carne da cannone. Un popolo di contadini, artigiani e operai venne allora strappato al posto di lavoro e mandato allo sbaraglio in sanguinose e improduttive offensive. Stando questi innocenti “come d’autunno sugli alberi le foglie”, ne morivano migliaia al giorno. E migliaia di famiglie restavano senza mezzi. Interveniva allora la generosità del popolo (la stessa miniera di carne da cannone) : Si tessevano indumenti di lana da spedire al fronte, nelle retrovie teatranti intrattenevano i feriti con spettacolini, si stampavano cartoline ‘ricreative’ da spedire a fanti demoralizzati… Un poeta barese fece stampare un suo piccolo canzoniere amoroso e lo mise in vendita ; è presumibile che del ricavato abbia fatto donazione alla Croce Rossa. Quante copie fece stampare, il nostro amabile Carneade, un centinaio ? All’oblio e alla guerra ne sopravvisse una, poi rinvenuta forse in qualche mercatino da Nicola Roncone, appassionato e competente ‘accumulatore’ di libri. Ristampata di recente a tiratura limitata ed anche con ricercatezza grafica, l’opera propone quindici liriche che sondano temi diversi : il cuore afflitto, l’invocazione al Santo, il messaggero d’amore (che possono essere la tortorella, il vento, la farfalla…) e persino la trasposizione di una celebre romanza di Marco Visconti del 1834. La breve silloge, scrive Marco Ignazio De Santis, “rivela cadenze musicali, pregi linguistici e suggestioni che ne fanno un piccolo scrigno di poesia da recuperare interamente alla tradizione letteraria barese e pugliese”. Ora, s’interroga ancora il De Santis, come è possibile che “l’autore e la sua operetta siano sfuggiti persino a studiosi attenti e ben informati come Giuseppe Gabrieli, Luigi de Secly, Saverio La Sorsa e Pasquale Sorrenti ?” Invano infatti si potrebbero setacciare giornali, riviste, archivi, biblioteche pubbliche e private. Del misterioso L. Martino non esiste traccia. Eppure la qualità medio-alta del suo poetare, almeno a quanto si può giudicare da ‘Fiure e spine’, non giustifica questo anonimato. Il sospetto è che la silloge in questione rappresenti la punta dell’iceberg di un’imponente produzione poetica rimasta a dormire nel cassetto (e poi ‘svaporata’) per colpa del suo stesso Autore. Forse L. Martino era una persona timida, di quelle che non amano sgomitare, mettersi in mostra, gettare in faccia alla gente il proprio talento. Scriveva e taceva. Solo una volta dovette venir meno al proprio costume di vita, toccato dalla tragedia mondiale in atto e incoraggiato dai pochi estimatori, le uniche persone a conoscenza della sua ‘debolezza’, come probabilmente egli stesso per eccesso di modestia definiva il suo esercizio poetico. Ed ecco ‘Fiure e spine’… Ma senza l’intervento del Caso, di che staremmo a parlare adesso?…  Quello di L. Martino, questo Carneade barese, è un caso. Ce ne sono altri ?… La scoperta di Roncone è un contributo toccante ad un puzzle destinato a non essere mai completato. Contentiamoci del gesto. E visto che siamo in tema di Grande Guerra, si dia pure a L. Martino del … ‘Poeta Ignoto’.

Italo Interesse


Pubblicato il 11 Novembre 2025

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