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“L’ unica certezza che abbiamo sulla vita di san Nicola è il suo dies natalis, la morte”

Il professor Antonio Di Fazio, storico di Nicola ed esperto in tradizioni nicolaiane

 

“L’ unica certezza che abbiamo sulla vita di san Nicola è il suo dies natalis, la morte: il sei dicembre, che appunto festeggiamo liturgicamente”: lo dichiara in questa intervista al Quotidiano il professor Antonio Di Fazio, storico di Nicola ed esperto in tradizioni nicolaiane.

Professor Di Fazio. La vita di Nicola è non facilmente documentabile per intero. Tuttavia si celebra il sei dicembre la sua festa. Perchè?

“E’ vero, le fonti su Nicola non sempre sono complete o ricche di elementi e spesso vi è della mitologia. La cosa comunque sicura e documentalmente dimostrabile è il suo dies natalis, cioè la morte avvenuta il sei dicembre e noi questa celebriamo”.

Che rapporto esiste tra Bari e Nicola?

“E’ una relazione viscerale di grande rispetto ed amore, tra l’altro dettata da motivi commerciali. Grazie a Nicola e alle sue ossa, Bari, che era in totale decadenza economica, si riprese e tornò ad essere quella che era, cioè florida e vivace”.

Ci spieghi…

“Intanto a suo tempo era tradizione, valeva per Amalfi, Salerno e Venezia, andare in giro per mare e rubare reliquie di santi che poi portavano pellegrinaggi e commerci. Lo stesso dicasi per Bari. Quello delle ossa di Nicola fu un vero e proprio furto”.

Le ragioni…

“Bari era un centro florido e un mercato attivo grazie alla presenza del Catapano. Accadde però che i normanni decisero di trasferire tutto questo a Palermo e allora Bari e il mare Adriatico andarono in rovina, Bari in decadenza commerciale e l’Adriatico divenne da mare di commerci, una specie di lago. Per questo motivo, alcune ricche e potenti famiglie locali, studiarono che bisognava fare qualcosa. I Bianchi Dottula come capofila pensarono a portare a Bari le ossa di un monaco taumaturgo presente in Turchia a Myra e allestirono una spedizione. Nelle loro navi di granaglie e merci, sistemarono alcuni marinai che avrebbero avuto il compito di trafugare con destrezza le ossa da Myra”.

E così fu…

“Le navi partirono per la Turchia e il furto fu avventuroso con una specie di spy story. Infatti alcuni baresi che erano a bere vino in una taverna origliarono dal tavolo vicino che alcuni veneziani presenti in loco stavano organizzando lo stesso furto. Così anticiparono i tempi e velocemente rubarono le ossa e le portarono a Bari”.

San Nicola è venerato non solo dai cattolici, ma anche dal mondo ortodosso…

“Nonostante lo scisma del 1054, Nicola resta un santo amato da entrambe le confessioni, ed è ponte di dialogo ed intesa. Tanti russi chiamano i loro figli Nicola ed hanno avuto il famoso zar Nicola”.

Recentemente tre milioni di russi in Russia hanno potuto venerare le reliquie del santo in quello che Monsignor Cacucci chiamò ecumenismo di popolo…

“Fu una richiesta del Patriarca Kirill a Papa Francesco che diede il suo consenso e diciamo che quella risultò una grande pagina di cammino ecumenico tra le due confessioni e auguriamoci che possa spingere verso l’ unità che è più divisa da fatti culturali che da reali motivi teologici. Del resto secondo il calendario giuliano tredici giorni dopo i russi in Basilica con la Divina Liturgia celebrano san Nicola. Ovviamente non solo russi, ma anche ucraini e di altre etnie ortodosse. Ma i russi sono sempre stati i più numerosi e hanno dimostrato la loro grande devozione verso un santo caro a tutti”.

BV


Pubblicato il 6 Dicembre 2023

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