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La beffa delle stabilizzazioni nella sanità nell’ultimo decreto

Battaglia ancora in corso in Puglia sulle stabilizzazioni nella sanità, specie dopo la beffa degli articoli promessi, ripromessi e poi non inseriti nel testo dell’ultimo decreto ‘rilancio’. “Obiettivo comune è reinserire l’articolo relativo alle stabilizzazioni pugliesi nel decreto Rilancio”, rilanciava ieri sullo stesso argomento Antonella Laricchia, consigliera Cinquestelle. Che riparte, appunto, dalla norma sulla stabilizzazione dei precari della sanità, una priorità per il Movimento non solo in Puglia. Per questo ieri la Laricchia s’è rivolta al ministro della Salute Speranza e al ministro all’Economia Gualtieri, con l’obiettivo di reinserire l’articolo nel decreto ‘rilancio’. <<Ho chiesto ai parlamentari pugliesi di presentare un emendamento al testo in sede di discussione in aula. Quello che mi interessa è dare a medici, infermieri e operatori della sanità il giusto riconoscimento. Una battaglia che portiamo avanti compatti a tutti i livelli, nonostante i giochetti politici di chi cerca di scaricare sugli altri le proprie responsabilità”. In ballo, dunque, l’estensione dei requisiti per le stabilizzazioni dei precari in sanità al prossimo 31 dicembre 2020, non inserita nel Decreto pubblicato proprio l’altro ieri sulla Gazzetta Ufficiale. “Temo che gli infermieri siano vittime di una guerra interna al centrosinistra – continua Laricchia – poiché i due ministri sono di quel colore politico. Il PD deve conoscere bene la tecnica della vecchia politica che crea il problema per poi presentare la soluzione e attaccare un avversario scomodo: è così che questo Paese è stato governato per decenni prima del Governo del Movimento a 5Stelle. Questi giochi non mi appassionano, anzi mi disgustano, e non perderò un minuto a rispondere alle illazioni dei giullari di Emiliano contro di me. Per fortuna, oggi al Governo c’è anche il nostro Movimento e ho chiesto ai parlamentari di intervenire a correggere l’ennesimo giochetto di palazzo del PD, magari attivando i vice ministri Laura Castelli e Pierpaolo Sileri>>. Ma sui “precari-vittime del gioco al massacro” anche il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo. <<Ciao stabilizzazioni dei precari della Sanità! Sono loro le vittime di un assurdo gioco al massacro fra PD e Movimento 5Stelle che a Roma governano insieme e qui in Puglia se le suonano di santa ragione. Sta di fatto che dell’annuncio su ‘Facebook’ di Michele Emiliano fatto giovedì scorso, 14 maggio, restano solo i ringraziamenti al suo fedelissimo onorevole Ubaldo Pagano, per aver scritto uno degli oltre duecento articoli del Decreto Rilancio… che però non c’è nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Medici, infermieri e operatori sanitari illusi e presi in giro da una classe politica che punta più a mettersi medagliette sulla giacca che a raggiungere il risultato. Se è vero come è vero che dopo l’esclusione Pagano ha accusato il M5S della Puglia di aver addirittura tramato alle sue spalle facendo togliere l’articolo per non far fare a lui e a Emiliano una bella figura. Semmai fosse vero questa gente dovrebbe non solo vergognarsi, ma non fare più politica! Fermo restando che se il M5S Puglia è così potente da far cancellare dai suoi ministri le stabilizzazioni dei precari (per non darla vinta a Pagano-Emiliano) sarebbe pur vero che il ministro Boccia non conta nulla, visto che non è stato in grado di bloccare l’oscuro disegno! Tutto questo però ci consegna una grande amarezza: ma davvero è questa la classe politica che governa a Bari come a Roma? La speranza –continua Zullo – è che qualcuno del PD o del M5S presenti un emendamento: prima di loro, della loro ‘bella’ faccia… ci sono quelle dei precari che meritano, dopo tutto quello che hanno fatto in questo periodo, la stabilizzazione!>>. Ancora più duro il consigliere Mario Conca: “È finito il tempo degli eroi del sistema sanitario e, così, l’articolo 255 della bozza del 13 maggio scorso è sparito nella stesura finale approvata ieri. Quello che sembrava un refuso e un’ingiustizia da sanare ex post, ha gettato nello sconforto migliaia di operatori sanitari. La norma escludeva dalla stabilizzazione coloro che erano in prima linea, proprio quelli che stavano gestendo l’emergenza rischiando la vita per mancanza di dispositivi di protezione, e, paradossalmente, includeva chi lavorava comodamente a casa in ‘smart-working’. Si doveva estendere al 31.12.2020 e a tutti, superando l’articolo 11 bis, la possibilità di maturare i 36 mesi di cui alla legge Madia. Un nulla di fatto per ora, salvo ripensamenti. Non posso, però, non stigmatizzare la gara che molti hanno fatto per intestarsi una vittoria facendo i conti senza l’oste. Pagano e Boccia del Pd ringraziati da Emiliano che gongolava come se fosse merito suo. Il M5S che precisava che era merito del Governo, le altre forze del Consiglio regionale cercavano di fare altrettanto. Ora il PD accusa il Movimento di gioco sporco e Leu ci rassicura che è solo merito di Speranza, ma forse non sono aggiornati sull’evoluzione. Insomma, una trama sempre più fitta e divertente. Staremo a vedere cosa succederà>>. In realtà Conca aveva scritto una mail, il 10 aprile, al direttore generale Asl Vito Montanaro e ad Emiliano per chiedere di sanare quella ‘’stortura’’, facendo leva sul governo centrale. Avrei potuto prendermi la mia parte di merito, ma non l’ho fatto perché aveva ragione Trapattoni, ‘non dire gatto se non ce l’hai nel sacco’. Ed ora, che succederà? Speriamo si ravvedano tutti ma, soprattutto, si riformi il sistema sanitario nazionale una volta per tutte, così che non ci debba più essere bisogno di stabilizzare la precarietà, ma regolari concorsi

 

Antonio De Luigi

 

 

 

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