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“La campagna vaccinale non è stata condotta con la celerità necessaria”

Il nuovo Decreto anti-Covid con il decreto riaperture è stato varato dal Cdm. Ne parliamo in questa intervista con la professoressa Danila De Vito, docente al Policlinico di Bari, virologa di fama.

Tra i temi trattati i vaccini e la relativa campagna le opposizioni delle Regioni il premier Draghi ha insistito sul mantenimento del coprifuoco alle 22 almeno fino al primo giugno.

“Ritengo che si tratti di una misura prudenziale legata ai dati epidemiologici di morbosità ancora troppo alti in Italia ed alla non adeguata copertura vaccinale delle fasce di età a più alto rischio di patologia grave. La motivazione è sicuramente insita nel voler evitare comportamenti irresponsabili dei più giovani che tenderebbero ad ammassarsi davanti a ristoranti e pub che riaprono nelle regioni gialle da lunedì 26 aprile. Non bisogna dimenticare, però, che le occasioni di contagio sono inferiori

all’aria aperta rispetto agli ambienti chiusi ed occorre sottolineare, ad ogni modo, che queste rigorose misure derivano dal permanere delle famose criticità che hanno alimentato i cluster di questi ultimi mesi e cioè: carenza dei mezzi di trasporto, la incapacità di controllare i cluster per insufficienze nel testing e nel contact tracing e da ultimo, anche se non per ultimo, le non adeguate misure di sanificazione continua dei luoghi al

chiuso”.

 

Ristoranti al chiuso e all’ aperto: era comprensibile consentire con cautela a tutti l’apertura?

 

“Misure come questa sono state adottate dal Regno Unito dopo l’ultimo e severo lockdown iniziato prima di Natale e protrattosi fino al 13 aprile e causato dalla rapida diffusione della variante inglese. Nel Regno Unito la riapertura dei pub, bar e ristoranti è stata possibile mantenendo i clienti seduti rigorosamente all’aperto, mentre in altre nazioni come la Cina, in cui non sono in circolazioni varianti più diffusive come l’inglese e la brasiliana, è stato possibile riaprire i ristoranti al chiuso con regole severe di distanziamento tra tavoli e tra i clienti. Le eccessive cautele in questo ultimo decreto sono condizionate dal timore che altre varianti, già presenti nel territorio italiano, possano dar luogo a cluster incontrollati determinando una nuova emergenza nel numero dei ricoveri in reparti Covid ed in Terapie Intensive, ancora in situazione di saturazione”.

 

 

Siete soddisfatti di come si sta svolgendo la campagna vaccinale?

 

“La campagna vaccinale in Italia non è stata condotta con la celerità necessaria ed ad oggi sono soltanto 17 milioni le dosi vaccinali somministrate con copertura vaccinale completa solo dell’8.7% della popolazione e con il 21% della popolazione che ha ricevuto solo una somministrazione. In questa situazione si trovano tutti i Paesi del Patto Europeo, mentre il Regno Unito che ha finanziato in modo autonomo la ricerca del vaccino AstraZeneca –Oxford ha potuto vaccinare quasi il 50% della sua popolazione. Ci si augura che anche in Italia si possano raggiungere in pochi mesi le coperture vaccinali del Regno Unito, permettendo agli italiani di affrontare le vacanze estive con maggiore tranquillità”.

 

Sono consigliabili o da evitare in arancione congressi, presentazioni di libri, mostre e conferenze?

 

“Ritengo che presentazioni di libri e mostre in cui è possibile regolamentare gli ingressi ad un numero limitato di persone e far rispettare le misure precauzionali di distanziamento potrebbero essere organizzate anche in zone arancioni, a differenza di congressi e conferenze che dovrebbero continuare in modalità webinar in zona arancione per ridurre al minimo gli spostamenti dei congressisti tra zone con indici di morbosità differenti ed evitare la diffusione di nuove varianti virali.”

 

 

Bruno Volpe

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