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La candidatura di Cataldo fa volare gli “stracci” tra il forzista D’Attis e l’ex candidato sindaco D’Alesio

L'on. Bellomo nominato commissario di Forza Italia a Triggiano, mentre il partito della Meloni forse non riesce neppure a fare la lista per le comunali

Sono volati gli “stracci” nelle scorse ore tra l’ormai ex candidato sindaco della coalizione di centrodestra a Triggiano, il giornalista Onofrio D’Alesio, ed il responsabile pugliese di Forza Italia, l’on. Mauro D’Attis, che ha paventato di presentare un esposto all’Ordine dei giornalisti – e forse anche in Procura – nei confronti di D’Alesio, per presunte calunnie e offese personali, avendolo quest’ultimo definito “bugiardo” e “minacciato di vendicarsi alle elezioni regionali con l’utilizzo della penna e delle sue domande in qualità di giornalista”. Il motivo dello scontro personale tra D’Attis e D’Alesio è nella candidatura a consigliere comunale, in una lista a sostegno di D’Alesio, di Sandro Cataldo (fondatore del disciolto movimento politico “Sud al centro” e ora imputato a Bari per voto di scambio e corruzione elettorale), che però si è ritirato subito dopo che i vertici provinciali e regionali Fdi e Fi avevano delegittimato D’Alesio come candidato sindaco del centrodestra. “Non ho mai parlato con lui (ndr – D’Alesio) anche solo di una vaga ipotesi di candidatura di Cataldo”, ha affermato D’Attis in una nota, dichiarandosi completamente “all’oscuro” di tale decisione nella coalizione locale. Infatti, il responsabile pugliese di Fi ha anche precisato che dopo aver appreso la notizia dalla stampa, con gli altri segretari regionali dei partiti di centrodestra, ha provveduto “a ritirare ogni forma di sostegno” a D’Alessio. Aggiungendo, inoltre, di aver appreso dalla stampa che il segretario cittadino di Forza Italia a Triggiano, Pontrelli, potrebbe esserne stato a conoscenza della candidatura di Cataldo. Pertanto, ha concluso D’Attis, “nelle prossime ore mi sincererò di appurare se il segretario cittadino abbia veramente condiviso la scelta di Cataldo candidato oppure no”. E se così fosse realmente, “provvederò a destituire Pontrelli dall’incarico”. A seguito della predetta dichiarazione di D’Attis sono poi giunte le dimissioni del segretario di Forza Italia a Triggiano, Pontrelli, e la nomina a commissario sezionale dell’on. barese Davide Bellomo da parte del responsabile pugliese di Fi, in accodo con il segretario provinciale barese del partito, Giuseppe Gallo. Da ultimo, l’ex candidato sindaco del centrodestra alle prossime amministrative di Triggiano ha tentato di stroncare ogni altra possibile polemica e porre fine allo scontro, formulando con una nota di chiarimento “scuse personali” sia a D’Attis che ai “responsabili regionali degli altri partiti del centrodestra”, per i toni da lui usati nei giorni scorsi, dopo le polemiche sorte a seguito della candidatura di Cataldo in una lista civica della sua coalizione. D’Alesio, nella nota, ha affermato di essere stato “colto da profonda frustrazione per gli accadimenti” che lo hanno portato a rinunciare alla sua candidatura a sindaco di Triggiano a capo di una coalizione di centrodestra, ed ha spiegato di essersi difeso “dalla profonda delusione e probabilmente da gravi difetti di comunicazione che non sono mancati tra i responsabili dei partiti ai vari livelli, da quello locale a quello regionale, in merito alla decisione di candidare Sandro Cataldo”. “Auspico un chiarimento definitivo – ha concluso D’Alesio nella nota – pur di porre la parola fine alle tante illazioni e di riconquistare la serenità necessaria per svolgere al meglio il mio lavoro senza acredine alcuna, come ho sempre fatto in vent’anni”. Pertanto, archiviata la parentesi di D’Alesio a candidato sindaco del centrodestra, ora ai vertici regionali e provinciali dei principali partiti del centrodestra non resta che tentare a Triggiano di ricomporre i “cocci” della coalizione, individuando il nome di un nuovo candidato sindaco, in meno di dieci giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste elettorali. Un’impresa sicuramente non facile, dopo quanto accaduto, non solo per l’indicazione a possibile Primo cittadino, ma anche per la ricerca dei nomi da candidare nelle liste per il Consiglio comunale. Infatti, al di là delle polemiche, quanto accaduto a Triggiano nel centrodestra per le prossime comunali è sintomatico del “deserto” politico in cui versano i partiti di detta coalizione soprattutto a livello provinciale, considerato che l’incidente politico verificatosi nel Comune del sud-est barese che andrà al voto il 25 e 26 maggio prossimi non è di certo imputabile soltanto ai responsabili locali dei partiti del centrodestra, ma soprattutto a chi ha il controllo di detti partiti a livello più alto e che in termini organizzativi avrebbe dovuto per tempo sovraintendere su ciò che avviene nella coalizione e, più in particolare, nella formazione di cui sono rispettivamente responsabili in terra di Bari. Diversamente – a detta di molti stessi elettori del centrodestra – “in Puglia, ma soprattutto in terra di Bari, i rispettivi partiti di Giorgia Meloni (Fdi), Antonio Tajani (Fi) e Matteo Salvini (Lega), a livello locale continueranno ad essere “condannati” – come accade ormai da oltre un ventennio – ad una ininterrotta sequela di disfatte”. Perciò anche a Triggiano, dopo quanto accaduto, difficilmente i vertici baresi del centrodestra riusciranno ad invertire detta tendenza. Con buona pace, forse, dei vertici romani di detti partiti del centrodestra, che da decenni ormai per Bari e l’intera Puglia si mostrano interessati quasi esclusivamente ai risultati delle politiche e non parimenti a quelli delle amministrative.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 17 Aprile 2025

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