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La candidatura di Decaro a governatore potrebbe costare caro al Pd della Schlein

La segretaria dem, pur di liberarsi di un possibile concorrente alla guida del partito nel prossimo congresso, potrebbe "imporre" a Emiliano e Vendola un passo indietro con l'aiuto del M5S

Nel centrosinistra pugliese e, in particolare, nel Pd c’è chi è pronto a scommettere che alla fine alle regionali il candidato presidente di questa parte politica sarà l’europarlamentare barese Antonio Decaro. Ciò su cui invece non è disponibile a fare altrettanto è sulla presenza in lista, per un seggio in consiglio regionale, del governatore uscente, Michele Emiliano, e del predecessore Nichi Vendola, sui quali – come è noto – c’è un veto del candidato governatore in pectore, Decaro. Infatti, quest’ultimo da qualche mese ha stranamente sollevato una pregiudiziale sulla candidatura a suo sostegno di entrambi gli artefici della primavera pugliese. Invece, da notizie in nostro possesso, già da un anno fa (ossia con largo anticipo anche sulla certezza di impossibilità di terzo mandato per i governatori uscenti!) Decaro si era accordato con Emiliano per la staffetta nel 2025 alla guida della Regione, con la permanenza nel futuro consiglio del governatore uscente fino alle elezioni politiche del 2027, quando lo stesso Emiliano si sarebbe poi proposto in posizione sicura per un seggio parlamentare, abbandonando quello dell’Aula barese di via Gentile, conquistato con le preferenze nel 2025, a sostegno di Decaro per la presidenza della giunta. Ancora più inspiegabile e paradossale è il recente “veto” di Decaro alla candidatura di Vendola, se è vero che (come sostengono alcuni bene informati!) a quest’ultimo era stato lo stesso Decaro a chiedere di candidarsi a consigliere, sia per dare sostegno alla sua candidatura a governatore, sia soprattutto per tentare di assicurare al partito di Vendola, cioè ad Avs, la possibilità di superare in Puglia la soglia elettorale del 4%, necessaria per essere ammessi alla suddivisione dei seggi dell’Aula di via Gentile. Soglia che, stante ai sondaggi, senza la presenza in lista dell’ex governatore pugliese, ora presidente nazionale di Avs, sarebbe difficile da raggiungere per detto partito nella nostra regione. La situazione di stallo in cui è finito il centrosinistra pugliese, a pochissimi mesi dalle prossime elezioni regionali, sul nome da candidare a governatore a causa della pregiudiziale del candidato in pectore, a detta di molti, si sbloccherà quasi sicuramente in extremis. Ossia appena sarà ufficializzata la data delle elezioni che, salvo imprevisti, non può andare oltre il 21 novembre prossimo. A volere determinare fino all’ultimo una situazione di incertezza sulla candidatura a governatore del centrosinistra è verosimilmente lo stesso Decaro, che per questa sua campagna elettorale di successione ad Emiliano si è comunque preparato da tempo, predisponendo – come è noto – addirittura due civiche di appoggio. Infatti, Decaro confida verosimilmente nel fatto che alla fine la segretaria nazionale dei Dem, Elly Schlein, chiederà ad Emiliano e Vendola di fare un passo indietro e, quindi, ad accettare il veto dell’europarlamentare barese, poiché la stessa Schlein ha interesse a portare Decaro alla guida della Puglia, per liberarsi di un possibile concorrente alla segreteria nazionale del Pd al prossimo congresso. Ipotesi, questa, non affatto peregrina, poiché ad avere interesse che Schlein resti segretaria dei Dem almeno fino alle prossime politiche è anche il leader del M5S, Giuseppe Conte, che con l’attuale segretaria del Pd è propenso a costruire un’alleanza soprattutto per le prossime politiche. E non a caso, infatti, a dare indirettamente manforte in Puglia al veto di Decaro su Emiliano e Vendola è proprio il leader dei pentastellati che, pur non intervenendo in modo specifico nella diatriba, ha dichiarato la disponibilità del M5S a sostenere la candidatura di Decaro a governatore, ma a condizione che vi sia un rinnovamento. Interessante sarebbe sapere da Conte in cosa dovrebbe consistere il “rinnovamento”. Perché se per “rinnovamento” intendesse anche che Decaro non deve fare approdare in Consiglio regionale Emiliano e Vendola, tale richiesta del M5S appare pretestuosa e sicuramente funzionale a facilitare alla Schlein il compito di “imporre” ad Emiliano e Vendola di ritirarsi dalla partita delle regionali pugliesi e, quindi, di favorire la candidatura Decaro a governatore. Però, se così fosse realmente, allora è possibile che Conte sia già d’accordo con Schlein non solo sulle regionali pugliesi, ma anche per la spartizione dei collegi uninominali nella nostra regione per le politiche del 2027 ed a questo punto ad Emiliano e ad Avs di Vendola non resterebbe altro da fare, se non “vendere” anch’essi cara la pelle con Schlein per le prossime politiche, quando Decaro sarebbe sicurante governatore della Puglia da qualche anno, ma ad un “prezzo” per il suo partito, il Pd, verosimilmente molto svalutato.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 2 Agosto 2025

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