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La carezza del Basentello

Alcune settimane fa, a proposito di corsi d’acqua pugliesi, si parlava anche del Basento, questo fiume, che con i suoi 120 chilometri è il terzo della Lucania dopo Basento e Agri, e che nel tratto finale scorre a pochissima distanza dal confine della nostra regione. Non solo. In un punto del territorio che si colloca al centro del triangolo Bernalda-Montescaglioso-Ginosa il Bradano, intersecando il tortuoso confine amministrativo, scorre per cinque chilometri all’interno della Puglia (dai giorni di Ottaviano Augusto al 1663 questo fiume ha separato il territorio pugliese da quello lucano). Ma oltre al Bradano, a lambire la nostra terra è anche il suo ‘fratello minore’ : il Basentello. Classificato come torrente, il Basentello sgorga a 397 slm a Piano di Palazzo presso Palazzo San Gervasio  ed ha un corso di 58 Km. Dal 1974, però, il corso del  Basentello non è più lo stesso. All’altezza di Gravina, ricevuto da sinistra il torrente Roviniero, le sue acque vengono sbarrate dalla diga di Serra di Corvo che dà vita all’omonimo invaso ; il Basentello, poi, prosegue verso sud-est costeggiando il confine appulo-lucano prima di confluire da sinistra nel Bradano nei pressi del lago di San Giuliano. Per un paio di chilometri all’altezza di Gravina il bacino di Serra di Corvo (vedi immagine) si estende lungo l’ideale linea di demarcazione fra la provincia di Potenza e la città metropolitana di Bari ; il che giustifica in via estrema il far rientrare anche il Basentello tra i fiumi pugliesi. Questo invaso, della  capacità di 41 milioni di metri cubi chiamato anche Lago Basentellorappresenta il paradiso degli appassionati della pesca d’acqua dolce. A tale proposito la sua collocazione è motivo di una situazione un po’ buffa : Mentre sulla riva pugliese per pescare basta la licenza di tipo B, su quella lucana (ma limitatamente a chi in quella regione non risiede), si richiede oltre alla suddetta licenza il pagamento di una quota variabile a seconda del periodo di pesca. Intorno a Lago di Serra di Corvo non si sono formati boschetti o zone umide, il panorama è rimasto arido e brullo, tuttavia a suo modo fascinoso per i richiami un po’ ‘scozzesi’. In assenza di una viabilità degna di questo nome, intorno a questo specchio d’acqua non si vede un’area da pic nic, un bar, un ristorantino, un’area parcheggio, un campeggio attrezzato. In assenza di tutto e tutti, soprattutto delle forze dell’ordine, il sito di Lago Serra di Corvo è di fatto una terra di nessuno. Sicché chiunque può farla franca, da chi scarica immondizia a pescatori di frodo, cacciatori e altri devastatori ambientali, come quegli intoccabili che a bordo di suv si sfidano in gimkane e testa-coda imprimendo sull’incontaminata bellezza dell’arenile argilloso desolanti segni d’arroganza.

Italo Interesse

 

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