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La chiamano Penelope e dicono …

A meno di un miglio nautico dalla linea di costa, sul fondale del braccio di mare compreso tra Polignano e Monopoli, riposa il relitto di una nave. Quella nave – dicono – si chiamava Penelope. Con questo nome nel 1935 entrò in servizio nei ranghi della Royal Navy un incrociatore leggero. La vita dell’HMS Penelope fu breve. Durante la guerra un sommergibile tedesco (l’U-410) lo mandò a fondo causando la morte di 415 marinai. Un’altra tragedia del mare. Ma l’incrociatore britannico non c’entra col relitto di cui prima. L’HMS Penelope, infatti, affondò nelle acque di Napoli il 19 gennaio 1944, mentre la nave che dorme nel nostro Adriatico è lì da 1942, anch’essa mandata a fondo da un siluro, particolare quest’ultimo sul quale concorda la maggior parte dei siti consultati. Tuttavia, per quante ricerche fatte, non è stato possibile risalire ad alcuna unità italiana varata con questo nome o con esso ribattezzata. Nessun Penelope compare negli elenchi della marina mercantile della prima metà del Novecento, né tra le navi civili requisite dalla Regia Marina e adattate alle esigenze belliche venendo trasformate in ‘incrociatori ausiliari’ o in navi ‘bianche’, cioè navi-ospedale. A meno che il Penelope non fosse un povero peschereccio… Ma che motivo può avere un sommergibile per prendersela con una motopesca? A parte il fatto che per mandare a fondo un bastimento di cinque-sei tonnellate basta una scarica di mitragliatrice pesante, non esistendo motivo di sprecare un proiettile da cannone o un ben più costoso siluro. I conti non tornano. E non tornano al punto da dare vita a dubbi monumentali. Davvero quella nave si chiamava Penelope, batteva bandiera italiana e venne “affondata da un sommergibile britannico nel 1942” ? CHI lo afferma?… E siamo alle solite. In Rete spesso funziona così: Qualcuno ricorda d’aver sentito dire qualcosa ma senza ricordare dove e quando, qualcun altro riprende la notizia e le dà risalto, un terzo ribadisce la nuova con un punto esclamativo e un’altra verità è bell’e scodellata per un popolo di scodinzolanti internauti. L’unica certezza è che il relitto esiste ed è una tra le mete preferite degli esploratori subacquei. Attenzione però, l’immersione richiede cautela. Una testata giornalistica online mette in guardia: il Penelope sarebbe “carico di materiale esplosivo”. In questo caso, ci permettiamo di osservare, una piccola imbarcazione centrata da un siluro dovrebbe disintegrarsi. Di quale relitto allora staremmo a parlare? E poi, qualcuno ha mai sentito parlare di un carico così delicato da venire affidato ad un’imbarcazione vulnerabile quanto un motopesca… ? – Nell’immagine, la sala motori di un sommergibile tedesco classe IX B.

Italo Interesse

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