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La classifica sorride, ma ora testa alla battaglia di Avellino

La compagine biancorossa ha fatto tris di vittorie nelle ultime tre gare ed impresso una svolta anche in classifica in virtù dei risultati favorevoli che sono giunti anche dagli altri campi, perché il Palermo ha perso a sorpresa contro Picerno, e perciò la nuova seconda è il Monopoli a 30 (distante ora sei punti), a seguire dietro il Palermo a 29, la Turris a 28, l’Avellino a 27, Catanzaro a 25 ed il Foggia di Zeman che ci crede a 24. I biancorossi erano reduci dalle due sconfitte nelle ultime giornate, ma prima con la Vibonese in casa seppur non brillando e poi con prestazioni convincenti rispettivamente contro la Fidelis Andria e Latina hanno scacciato dei risultati negativi. Ma il campionato come hanno ricordato già dal post gara il mister e giocatori, non è assolutamente finito e guai ad abbassare la guardia, specie in virtù del calendario al cardiopalma che vedrà impegnato nel mese di dicembre il Bari, il 6 dicembre nel posticipo al ‘Partenio’ di Avellino, campo da sempre ostico, poi in casa la domenica contro il Taranto in un derby infuocato con i tarantini in piena zona playoff, e poi a chiudere il girone di andata il 19 dicembre in terra siciliana contro il Palermo, ancora in gioco per il vertice per poi chiudere l’anno solare il 22 dicembre contro il Potenza del patron Salvatore Caiata che lo scorso anno giocò uno ‘scherzetto’ al bari di mister Carrera. Ma il Bari può ripartire da una difesa molto compatta con Celiento e Terranova, da una mediana impreziosita dal rientro tra i titolari di D’Errico, ed anche se Scavone non ci sarà in terra irpina, Mignani potrà contare su Mallamo, Bianco o Di Gennaro e se utilizzasse quest’ultima ipotesi, sposterebbe Maita a mezzala. In rifinitura c’è un Ruben Botta che disegna parabola da ‘Ballando con le stelle’ si pensi al gesto dello scorpione fatto contro il latina quando ha servito un assist d’oro per Paponi, con quest’ultimo che ha una media realizzativa altissima in base a quanto ha giocato e poi, non per ultimo Mirco Antenucci, ancora in gol per la quarta volta di fila, il quale forse galvanizzato anche dalla fascia da capitano è tornato ai fasti della prima stagione. Ed allora, il Bari non deve temere il prossimo calendario, ma se stesso, perché se la squadra di Mignani gioca con la fame che l’ha contraddistinta, con la voglia di arrivare prima sulle seconde palle, con il coraggio e determinazione nel cercare la soluzione dalla distanza che era mancata nelle prime partite, e senza frenesia, saranno le altre a doversi preoccupare e magari smettere di ‘tirare’ freccette come nel tiro con l’arco. Questo Bari è più forte anche delle provocazioni e vorrà riscattare l’ultima sconfitta patita nella scorsa stagione sul campo dell’Avellino, dove non si perse soltanto per 1-0 ma anche sul piano fisico e dello scontro, dove i giocatori avversari circondarono a scopo intimidatorio un giocatore che avevano fermato irregolarmente. Quel giocatore, l’ex numero dieci biancorosso che oggi veste la maglia numero 30, è Manuel Marras e domenica pomeriggio anche lui subentrando nella ripresa ha dimostrato a tecnico, scienziati del calcio e tuttologi, di poter offrire un grande contributo alla causa biancorossa, quello della vittoria di squadra anche negli atteggiamenti e nella volontà che si può essere determinanti anche a gara in corso. (Ph. Tess Lapedota).

M,I.

 

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