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La cometa è lontana. Comunque…

Quando nel 2012 si parlava della fine del mondo prevista dal calendario maya e attesa per il 21 dicembre dello stesso anno, catastrofisti d’altra scuola si beffavano dei creduloni, indicando per l’Apocalisse ben più remota data : il 29 luglio 2061. Fra trentanove anni, infatti – e il calcolo astronomico non ammette errori – avrà luogo il ritorno della cometa di Halley (tecnicamente si tratta di un passaggio al ‘perielio’, che è il punto di minima distanza dal sole di un pianeta, un asteroide o una cometa ; al perielio questi corpi sono ben visibili, al contrario di quanto avviene all’afelio, punto di massima distanza dal sole ; il passaggio della cometa di Halley all’afelio è prevista per il 9 dicembre 2023). La più famosa e brillante cometa della storia, così chiamata in onore di Edmond Halley che ne studiò i periodi orbitali, si ripresenta nei nostri cieli a intervalli variabili, compresi tra i venti e i duecento anni. L’ultimo passaggio risale al 1986. Come tutte le comete, anche quella di Halley viene guardata senza simpatia, poiché ritenuta annunciatrice di sciagure. Il primo riferimento alla Halley risale all’epopea del popolo d’Israele. Esiste un passaggio del Talmud in cui si mette in guardia i naviganti : “Esiste una stella che appare una volta ogni settanta anni e rende confusa la volta celeste inducendo in errore i capitani delle navi”. Il penultimo transito della cometa di Halley (18 maggio 1910) fu percepito con particolare angoscia per le spettacolari visioni notturne prodotte dal corpo celeste ed imputabili al fatto che la Terra passò attraverso la coda della cometa. Emblematiche dello stato d’animo collettivo sono alcune parole del diario di Lev Tostoj : “La cometa sta per catturare la Terra, annientare il mondo e distruggere tutte le conseguenze materiali della mia attività e delle attività di tutti. Ciò prova che tutte le attività materiali e le loro presunte conseguenze materiali sono prive di senso. Solo ha un senso l’attività spirituale…”. E’ il caso di ricordare che quattro anni dopo quel passaggio scoppiava la Grande Guerra ? L’incontro dell’11 aprile 1986 è stato meno favorevole per le osservazioni. La cometa non raggiunse la luminosità degli incontri precedenti a causa dell’inquinamento luminoso. Quanto alle sventure correlate, la prima cosa che viene in mente è la catastrofe nucleare di Černobyl’ del 26 aprile 1986. E per il 29 luglio 2061 cosa deve attendersi il lettore non attempato ? Intanto, per come vanno mettendosi le cose, già arrivare al 2061 sarebbe un bel colpo. Ma come ci arriverà il genere umano? Se pure questa sgangherata umanità riuscisse a redimersi in tempo, non sarà uno scherzo fra trentanove anni porre rimedio ai tanti danni finora accumulati fra surriscaldamento, inquinamento e  sovrappopolazione.

 

Italo Interesse

 

 

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