Cronaca

La commissione “municipi” in dirittura d’arrivo

C’era d’aspettarselo: la commissione denominata “Municipi” e prevista dall’art 63 punto 9 del Regolamento sul Decentramento amministrativo del Comune sta elaborando le sue proposte in armonia alle disposizioni legislative, statutarie e regolamentari. Un lavoro molto lungo, come sempre accade in una commissione tecnica di esperti. Ad ogni modo, come spiega Tonino Gadaleta, già presidente della III Circoscrizione e esperto del settore, i Municipi non si costituiscono con una semplice sostituzione di parola da “circoscrizione” a “municipio”. Sarebbe irrazionale, ed in questo lo Statuto comunale vigente è essenzialmente riduttivo ed illusorio nel senso di voler determinare una nuova articolazione decentrata innovativa del comune attraverso i Municipi con un semplice cambiamento della denominazione. La dizione Municipi è stata per la prima volta “coniata” al comune di Roma (recuperata successivamente nel ddl delega art.114 cost. del governo in cui veniva definitivamente sancito che nei comuni capoluogo di regione delle Città metropolitane si articolavano in Municipi, la commissione interministeriale era sul procinto di deliberare la proposta nel marzo 2008, ma il Governo Prodi cadde) che con deliberazione n. 1854/00  del consiglio comunale il 19 gennaio 2001 istituiva i Municipi nello spirito dell’art. 16  ed in esecuzione del punto 5 dell’art.17 del Tuel. Tale deliberazione afferma esattamente nella sua parte narrativa “Che la legge (art.16 tuel) chiama “municipi” le articolazioni dei comuni istituiti mediante fusione di più comuni contigui ed appare coerente adottare la medesima denominazione per le circoscrizioni del comune di Roma che, nel quadro della costituenda Città metropolitana, potranno giungere ad uno status di autonomia comunale”. Nel marzo del 2007 il comune di Genova 502.000 abitanti ha istituito i 9 Municipi con funzioni ed organi riferiti ai comuni aventi pari popolazione. In effetti la differenziazione tra circoscrizioni e Municipi è venuta marcandosi soprattutto per la modificazione dell’assetto istituzionale che va riferito nella sua composizione alle funzioni ed organi di comuni aventi pari popolazione (come già realizzato al  comune di Genova sin  dal marzo 2007) e da qui le questioni legate alle risorse finanziarie, strutturali e di personale tecnico e amministrativo competente e qualificato. Perché non applicare forme di federalismo fiscale a livello decentrato assegnando poste di imposte ai nuovi organismi Municipali, p.e. i tributi previsti per le insegne, i passi carrabili, eccetera? Ciò consentirebbe la pronta soluzione dei problemi territoriali emergenti e soprattutto caratterizzerebbe i Municipi al rango di comuni metropolitani nella prospettiva della Città metropolitana. Si è venuto a conoscenza che è stato richiesto il parere alle circoscrizioni sulla composizione territoriale dei Municipi, sembra che nessuna circoscrizione abbia risposto ed indi è confermato il numero di 5 Municipi (le autonomie di Palese e Carbonara e gli altri 3 in riferimento alla parti restanti dei 3 distretti socio-sanitari). La mancata discussione nei consigli circoscrizionali della composizione dei Municipi, se accertato, non è certo un fatto esaltante e ci si troverebbe in una dequalificazione del dibattito politico. Insomma, la commissione tecnica che sta elaborando la proposta dei Municipi, nel mentre c’è l’assoluto silenzio dei Partiti sulla questione, impegnati alla spartizione del potere legato a nomine ed incarichi, non possa trascurare l’art. 63bis del Regolamento comunale in materia di Decentramento amministrativo vigente. Se è vero che è prevista la modifica statutaria per assegnare ai Municipi istituiti organi e funzioni pari ai comuni aventi pari popolazione, trattandosi di norma transitoria può essere previsto dalle modifiche regolamentari in atto, fermo restando la presa d’atto del consiglio comunale. Fu un errore aver previsto nel citato regolamento la necessaria modifica statutaria.In ogni caso sarebbe contradditorio istituire dei Municipi identici alle circoscrizioni e che differiscono solo per la denominazione. Chiamatele a questo punto ipercircoscrizioni e con l’augurio che se nella presente consiliatura nella competizione elettorale le liste si sono duplicate rispetto alla precedente potrebbe accadere che con i pseudo Municipi vedremmo triplicare le liste e sempre a sostegno delle candidature comunali. Peccato perché con le nuove disposizioni di legge da 36+1 eletti si passa a 37 cioè 10 in meno. Staremo a vedere….
gdl
 
 
 
 


Pubblicato il 20 Febbraio 2011

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