Cultura e Spettacoli

La Contessa strappò la fortuna a Marsilio

Valesio  è un sito archeologico a sud di Brindisidove sono state rinvenute imponenti tracce d’insediamento umano dall’età del Ferro sino all’Alto Medioevo (tutti i reperti sono conservati nella Sala Valesio del Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi). Stando a ‘De situ Japygiae’’ opera di Antonio De Ferraris, detto il Galateo,  medico, filosofoe astronomo italiano, nato a Galatone nel 1444 e morto a Lecce nel 1517, Valesio fu distrutta nel 1147 da Guglielmo il Malo. Nella Tabula Peutingeriana (una copia del XII-XIII secolo di una carta romana delle vie militari), questo sito è indicato come Mutatio Valentia ed è posto a metà del tragitto della cosiddetta Via Traiana Calabra che andava da Brindisi a  Otranto. Avanzi di un imponente impianto termale del I secolo confermano la fortuna che questo centro abitato conobbe durante l’era imperiale. Torniamo al Galateo e all’opera citata : “Tutto il sito ove sorgeva la città è rivoltato dagli aratri; spesso si trovano monete e quelle pietre dure che chiamano corniole decorate con l’incisione di immagini varie”. Ma non sempre rinvenire un tesoro è sinonimo di fortuna. A tale proposito l’umanista pugliese menziona il caso di “un certo Marsilio, un povero contadino di Lecce”, il quale, scavando “tra le rovine dell’antica città… trovò una gran quantità d’argento”. Quasi a voler dissipar dubbi non si sa da chi avanzati, De Ferraris afferma che “non si tratta di una fandonia” prima di tirare in mezzo Maria d’Enghien (1367 – Lecce, 1446), contessa di Lecce e successivamente moglie di re Ladislao. Avuta notizia del fortunato rinvenimento, la contessa “si impossessò del tesoro”… A che titolo la nobildonna strappò dalle mani del contadino quella quantità di monete? E’ possibile che queste attività di scavo ad opera dei contadini della zona fossero diventate sistematiche nel Rinascimento e che l’Autorità, ingelosita da questo arricchirsi in barba al Fisco, le avesse vietate. Forse quel Marsilio non fu beccato sul fatto, tuttavia  della gran fortuna che gli era capitata dovette parlarne in taverna, in osteria dopo qualche bicchiere di troppo. E vuoi che in postacci come quelli lo sbirro di turno non stesse con le orecchie allertate? Quale amaro risveglio, povero Marsilio, l’indomani, quando si vide alla porta le guardie della Contessa. … Che fine fece quell’argento? Ancora il Galateo : La Contessa lo “impiegò per fare fronte alle enormi spese della guerra che aveva intrapreso in favore di Alfonso V d’Aragona”, allora pretendente al trono di Napoli. Si desume da ciò che Marsilio avesse messo le mani su una fortuna considerevole. – Nell’immagine, Maria d’Enchien, particolare del suo ritratto conservato nella Basilica di Santa Caterina a Galatina (XIV-XV sec.)

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 9 Novembre 2018

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