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La corsa contro il tempo per la bimba che non cresce

C’è una bambina nata da pochi mesi che non cresce e i medici, per farla guarire, hanno prescritto un alimento specifico che, però, costa parecchio, troppo per la famiglia monoreddito della piccola e al momento l’azienda sanitaria locale non fornisce. Ci vorrebbe un appalto a parte per rifornire la struttura pubblica salentina che, però, non è stata ancora formalizzata, causa tempi burocratici. Accade a Lecce, dove Luigi Cipriani, segretario del Movimento Politico “Riprendiamoci il Futuro” ha rilanciato l’appello d’un genitore che non riesce ad avere dalla Azienda sanitaria locale la dovuta assistenza per la propria figlia di dieci mesi mesi. La piccola Marisa (la chiameremo così) è affetta -come detto- da problemi di crescita e necessita di alimentarsi, così come prescritto dai sanitari, d’un tipo di latte a elevato contenuto calorico parecchio costoso che i genitori -per quanti sforzi e sacrifici facciano – non possono sostenere. Parliamo, precisa ancora Cipriani nel suo appello girato per iscritto ai vertici della sanità pugliese e salentina, d’una famiglia monoreddito con uno stipendio di circa ottocento euro al mese. <<A causa della patologia la piccola, con i suoi genitori, a giugno scorso ha raggiunto il dipartimento di nutrizione clinica  dell’Ospedale “”Vito Fazzi”” di Lecce diretto dal primario dott. Caroli. A questo punto il caso della piccola Marisa è stato approfondito dai sanitari, che hanno potuto costatare, oltre alla patologia della neonata, le difficoltà economiche dei genitori. Fatto sta che un mese è passato invano dopo rassicurazioni e visite specialistiche e finalmente a metà luglio il Direttore dell’Unità ‘Dietetica e Nutrizione’ del ‘Fazzi’ invia una missiva a Direttore del Distretto Sanitario di Lecce e alla Direttrice della Farmacia del DSS di Lecce. Una serie di lettere, note e documenti con cui si chiedeva, ciascuno per le proprie competenze, “…di procedere all’acquisto per tre mesi, di bottigliette di latte da 200 ml, nella misura di 120 bottigliette/mese. Un prodotto, ci tiene a precisare l’ex consigliere comunale barese nel suo esposto/appello rivolto a dirigenti e direttori dei dipartimenti alla salute di Regione Puglia e Ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce, che i medici ritengono per la salute di Marisa <<infungibile, insostituibile e indispensabile per la vita in quanto unica fonte di nutrizione>>. Parole che avrebbero dovuto indurre i burocrati dell’Asl di riferimento a non perdere nemmeno un’ora nel perfezionare la pratica, rifornendo la farmacia dell’azienda del prezioso alimento iperproteico tanto necessario per l’alimentazione della bimba leccese. E invece, da allora “tutto tace”, lamentano dei genitori che continuano a fare  salti mortali per non far mancare il sostentamento minimo alla figlioletta. Una storia da Libro Cuore, col contorno di distrazioni e dimenticanze, a quanto pare. E allora, se la pratica fosse stata evasa già da giugno, allorquando i medici visitarono la piccola Marisa, riflette Cipriani stringendo tra le mani documenti e relazioni mediche, probabilmente sarebbe stato garantito quel latte specifico tutti i giorni, per poter crescere tranquillamente. Almeno come avevano assicurato gli specialisti. Insomma, può mai essere stata ‘dimenticata’ una relazione così importante su qualche scrivania, per due mesi? I genitori trepidanti, ma soprattutto una bimba che vuole guarire in fretta, aspettano il ‘lieto fine’ di quest’ennesima vicenda di burocrazia e sanità; per di più proprio alla vigilia di ferragosto. Ma in una regione che si racconta moderna e senza intoppi, su procedure che mettono in ballo la salute d’una neonata, non può e non deve fermarsi. Mai…

Francesco De Martino

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