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La corsa per un posto in Parlamento non fa eccezione neppure per i “5 Stelle” baresi

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La corsa per accaparrarsi un posto in lista alle elezioni politiche della prossima primavera è iniziata da tempo e col passare dei giorni lo sgomitamento tra coloro che nei partiti puntano ad una riconferma e quelli che invece aspirano ad un posto ad elezione sicura alla Camera od al Senato, e che quindi potrebbero essere le “new entry”, diventa sempre più frenetica. Una lotta a cui non sembrano sottrarsi neppure gli attivisti e simpatizzanti del M5S che, a differenza di tutte le altre forze politiche, non fanno mistero di polemiche e sconfessioni pubbliche dei “desiderata” di qualche aspirante o potenziale candidato delle liste pentastellate alla prossima consultazione per il Parlamento. E ciò è quanto accaduto all’avvocato barese Gaetano Filograno che, in un’intervista rilasciata al maggior quotidiano pugliese, si è dichiarato consulente di Casaleggio per le crisi bancarie e, in quanto tale, pronto a dare il suo contributo nelle liste grilline, perché non ha alcuna paura di impegnarsi nelle istituzioni. Un’intervista che evidentemente non è stata vista di buon occhio dai “portavoce del M5S di Bari”, il deputato locale Giuseppe Brescia, i due rappresentati  a Palazzo di Città, Sabino Mangano e Francesco Colella, affiancati anche dai quattro consiglieri baresi di Municipio del M5S, vale a dire Italo Carelli, Alessandra Simone, Claudio Carone e Vito Saliano, che hanno subito messo le mani avanti all’annunciata disponibilità di Filograno a correre sotto la bandiera pentastellata alle prossime politiche. Infatti, i sette “portavoce” baresi del M5S in una apposita nota a loro firma hanno preso subito le distanze da Filograno affermando seccamente: “E’ bene chiarire ai cittadini di Bari e di tutta l’Area metropolitana che nel M5S eventuali candidature nascono da precisi percorsi di attivismo disinteressato e condivisione con i cittadini dei propri territori”. Ma precisazione a parte sulle modalità di scelta delle candidature nel Movimento politico che rappresentano, proseguendo nel comunicato, i “portavoce” baresi del “grillismo” si  pure preoccupai di ricordare qualche trascorso politico dell’intervistato, rilevando che Filograno dopo aver  dichiarato nell’intervista “di aver avuto i primi contatti con i pentastellati nel 2007, sempre in qualità di tecnico”, a proposito di quel primo approccio al Movimento ha pure affermato: “mi piaceva la tensione ideale per l’ambiente e la giustizia sociale, mentre la vecchia politica aveva smarrito l’attenzione per il bene comune”. “Belle parole!” hanno esclamato con evidente ironia gli esponenti grillini baresi, commentando: “Ed in effetti gli piaceva talmente tanto la tensione ideale che si respirava nel Movimento, da impiegare appena 6 anni per decidere di cessare di ricoprire la carica di componente del coordinamento cittadino di Forza Italia (formalizzata nell’ottobre 2013) o prestare la propria competenza ad un corso formativo il 28 Febbraio ed il 1 Marzo 2015 per l’Associazione amministratori comunali di centrodestra (notizie facilmente reperibili da articoli di stampa)”. Però, hanno ammesso i firmatari della nota, “oggettivamente non è il passato” di Filograno a rappresentare un ostacolo per una sua partecipazione attiva alle iniziative del Movimento, perché – secondo loro – “lo è di più, probabilmente (come questa intervista dimostrerebbe appieno) il suo essere ancora immerso nelle vecchie dinamiche di una politica verticistica, lontana anni luce dal M5S!”. Ed a dimostrazione di ciò rilevano: “si distinguono per tempismo ‘elettorale’ gli articoli di giornale che talvolta l’avvocato riesce ad ottenere sulle testate locali con dichiarazioni che mostrerebbero in modo inequivocabile la sua modalità di azione assolutamente opposta alla sensibilità a cinque stelle”.Articoli che, come confermerebbe la sua recente intervista apparsa sul maggior quotidiano locale, parrebbero secondo loro “finalizzati ad una auto-legittimazione all’interno del Movimento” per acquisire visibilità sul territorio. Ma le risposte di Filograno oggetto di critica in quell’intervista sono più d’una. Infatti, i “portavoce” baresi del M5S hanno da eccepire anche sulle affermazioni dell’avvocato a riguardo delle risposte date ad alcune domande circa i suoi attuali rapporti con il Movimento ed alle quali il professionista ha affermato di avere “un rapporto consolidato con i vertici”, spiegando il suo progetto di ricorrere alla Corte europea per i diritti degli azionisti delle banche ricapitalizzate. Per i “grillini” baresi ancora più “emblematica” sarebbe anche la risposta di Filograno circa una sua candidatura nelle fila del M5S: “Darò il mio contributo. Non ho paura di impegnarmi nelle istituzioni” ha candidamente dichiarato l’aspirante rappresentate istituzionale del Movimento. E ciò – rilevano ancora i sette “portavoce” baresi – “senza alcun cenno al fatto che le candidature sono ormai soggette al vaglio delle votazioni online degli iscritti che valutano l’attivismo e non i rapporti consolidati con i vertici o gli articoli di giornale”. Per poi concludere la nota senza mezzi termini nei confronti di Filograno: “diciamo con estrema chiarezza, che persone che agiscono secondo questi presupposti rappresentano quanto di più lontano esista dallo spirito del Movimento 5 Stelle e quindi da potenziali futuri portavoce!” Ed in questo, la conclusione dei firmatari della nota non si differenzia granché dal modo di fare e ragionare dei loro colleghi degli altri partiti politici da essi stessi contestati. Infatti, il distinguo vero potrebbe essere solo nel fatto che gli altri tale conclusione la manifestano in via riservata ed all’interno della loro formazione, mentre i “portavoce” del M5S l’hanno resa pubblica. Insomma, quando “in ballo” ci sono le “poltrone” da accaparrarsi alle elezioni la guerra all’interno delle forze politiche non fa eccezione. Soprattutto, poi, se l’elezione avviene per cooptazione e non coi numeri di preferenza ottenuti nelle urne.

 

Giuseppe Palella

 

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