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La crisi del commercio fa paura: “Basta parlare, uniti e ragionando si vince”

Un disastro annunciato, che non arretra nemmeno dinanzi alle previsioni più ottimistiche sul fronte anticovid in Puglia con l’arrivo della oramai prossima bella stagione. Un momento delicato dal punto di vista commerciale e turistico con l’estate e la preparazione della stagione estiva che comincia a entrare nel vivo. La zona bianca in vista dovrebbe indurre a cauto ottimismo, eppure la chiusura di molte attività commerciali resta un fantasma in movimento, da Foggia a Lecce, fino a Bari, Taranto e la provincia Bat pensando che i contagi non possono essere addebitati ai commercianti che subiscono questa situazione e per questo andrebbero sostenuti con ancora maggiori quantità e qualità di ristori. Confesercenti/Puglia ha già parlato di circa 4 mila aziende pugliesi che al termine del periodo di pandemia non apriranno più e con le misure restrittive che non sembrano a breve destinate a scomparire, quel numero, pare proprio destinato a crescere. Molti negozi e piccoli esercizi rimangono ancora aperti in attesa di ricevere sussidi, con gli occhi puntati soprattutto su quelle agevolazioni fiscali che molte amministrazioni di comuni grandi e piccoli hanno promesso, nei mesi più duri della crisi. Infatti sono tante, come detto, le aziende  ferme, quasi aspettando chissà quale miracolo mentre non si sa più come e da quale parte stringere la cinghia. Ristorazione, turismo e commercio, che rappresentano l’80/90 per cento delle 380 mila aziende dell’economia terziaria pugliese, sono le attività più colpite, ripetono dalle associazioni più accreditate di categoria. Eppure c’è chi gode, dall’alto di questa crisi che pare quasi irreversibile ed è il commercio  ‘on-line’, quello che ha quasi raddoppiato il suo giro di affari da un anno a questa parte, favorito ovviamente dalla difficoltà o impossibilità di movimento dei potenziali clienti delle aziende tradizionali. Ma i negozianti sembrano lo stesso decisi a non mollare: la ruota deve per forza riprendere a girare, dicono e ripetono i più ottimisti. L’e-commercio non sostituirà mai il commercio al dettaglio, ma è stata una partita senza avversari: la rivincita è dietro l’angolo. Nel frattempo anche i rappresentanti dei lavoratori sono consapevoli che la pandemia sanitaria ha acuito una crisi già esistente, ma non irreversibile, ragiona Nicola Brescia, segretario del Sindacato Professionisti dell’Impiego Pubblico e Privato (Usppi) viste le emergenze, le ferite, la povertà diffusa, i licenziamenti, le chiusure delle aziende e delle attività. <<La disperazione manifestata in questi giorni è sotto gli occhi di tutti>>, incalza Brescia appellandosi ad associazioni ed enti preposti a operare insieme con progetti concretamente attuabili. Progetti – rileva l’Usppi – che abbiano una logica, intercettando i fondi di <<Recovery Plan>> in modo fattibile, possibile e rigoroso. Va garantita la sicurezza sui posti di lavoro, la sicurezza per tutti oltre che per le persone fragili, con la vaccinazione che potrebbe essere una partita decisiva. Insomma, il sindacato autonomo barese ha chiesto l’attuazione di una ‘governance regionale’ condivisa sulla progettualità del <<Recovery Plan>>, facendo da cerniera e coordinamento tra le risorse in arrivo e le esigenze reali del territorio. Sarebbe davvero imperdonabile ripetere gli errori del passato con finanziamenti intercettati in modo disgregato dalle associazioni criminali. E perciò slegati da una logica di sistema in grado di creare lavoro ed occupazione stabile.

Antonio De Luigi

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