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La doppia preferenza di genere passa in Commissione, ma restato i dubbi per l’Aula

La VII Commissione permanente della Regione Puglia, ossia quella agli “Affari istituzionali”, presieduta da Erio Congedo di Fdi, ha approvato a maggioranza, con il solo voto contrario del capogruppo di Fi, Nino Marmo, il disegno di legge di modifica alla legge regionale elettorale del febbraio 2015. Il provvedimento è stato approvato anche con il voto favorevole del presidente Congedo, che ha cambiato il suo voto iniziale di astensione per consentire di raggiungere il quorum necessario per approvare i provvedimenti legislativi iscritti all’ordine del giorno della VII Commissione. Il ddl in questione riguarda la modifica alla possibilità di espressione del voto di preferenza, che nella legge in vigore è limitato  alla facoltà di attribuire una sola preferenza, mentre con il ddl licenziato ieri (ndr – per chi legge giovedì) dalla VII Commissione si introduce la possibilità di esprimere massimo due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento della preferenza successiva alla prima, scrivendo i cognomi su ciascuna riga posta a fianco del contrassegno votato. Prima di passare all’esame dei cinque provvedimenti iscritti all’Ordine del giorno, riguardante la stessa materia, il presidente Congedo ha ricordato che la Commissione si era riunita ben undici volte per trattare i testi presentati, in ordine cronologico, prima dal consigliere Ernesto Abaterusso (ex Pd – ora Senso Civico-Nuovo Ulivo) nell’estate del 2015 e successivamente, nel giugno del 2018, uno dalla consigliera Anita Maurodinoia (Pd) e l’altro da Cosimo Borraccino (ex Si – ora LeU). Con l’aggiunta di altri due testi, uno presentato il 6 luglio scorso dal Gruppo del M5S e l’altro, qualche giorno dopo, deliberato dal governo regionale, si è giunti alla valutazione dell’opportunità di convergere su un unico testo. Infatti, dopo un lungo e articolato dibattito, il presidente Congedo ha colto la disponibilità da parte dei firmatari di ritirare le proprie proposte e di passare direttamente al voto del disegno di legge del governo regionale, con l’intesa di apportare degli aggiustamenti in sede di approvazione definitiva in Aula. Si tratta di aggiungere il riferimento alla modifica della scheda elettorale, relativamente all’introduzione del doppio rigo nell’apposito spazio riservato all’indicazione delle preferenze. Un’altra modifica che sarà valutata dall’Aula, è quella depositata già oggi dalla consigliera Grazia Di Bari (M5S) e prevede la non ammissibilità della lista qualora non rispetti la rappresentanza di genere nella misura massima del 60 per cento per ciascun sesso (e quindi non meno del 40% per l’altro), in sostituzione alla già prevista sanzione da pagare in fase di costituzione dei Gruppi consiliari. All’unico articolo del disegno di legge approvato, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis ha presentato un emendamento, che è stato però respinto a maggioranza, che prevedeva l’ineleggibilità a consigliere regionale degli amministratori delle aziende collegate o controllate dalla Regione o dei consulenti a qualsiasi titolo nominati dal presidente della Giunta regionale. “Sulla doppia preferenza di genere il dado è tratto” ha dichiarato il consigliere regionale Michele Mazzarano del Pd e componente della VII Commissione che ha aggiunto: “Oggi abbiamo fatto un scatto di dignità a favore della istituzione Regione Puglia”. “Auspico che l’Ufficio di Presidenza – ha proseguito Mazzarano – convochi quanto prima il prossimo Consiglio regionale per consentire di approvare definitivamente la nuova legge elettorale. A giudicare dalle dichiarazioni pubbliche rese in questi ultimi mesi e nelle recenti settimane sono certo di un voto favorevole a larga maggioranza”. Inoltre, “le cittadine ed i cittadini pugliesi hanno il diritto di avere questa legge – ha spiegato Mazzarano – ed hanno anche il diritto di sapere chi la vuole davvero e chi è contrario”. Infatti, per l’esponente ionico dei Dem, “si tratta di una questione culturale e politica, non certo di coscienza” e per questo ha già rivolto l’invito che nessuno dei colleghi consiglieri in Aula chieda il voto segreto, perché – a detta di Mazzarano – “questo è il momento della responsabilità verso la comunità pugliese, accantonando i calcoli dei singoli e le convenienze elettorali”. “Tutti i gruppi politici – per Mazzarano – hanno il dovere, di fronte ai richiami del Governo nazionale rivolti alla Puglia, di fare un passo avanti e di privilegiare l’interesse generale”. L’esponente Dem ha tuttavia dato atto, a questo proposito, al “Movimento 5 Stelle” di aver accolto l’invito del premier Conte per dotare la Puglia della legge con la doppia preferenza, sulla quale si erano sempre detti contrari e di aver votato favore del disegno di legge della Giunta regionale. Perciò, ha preannunciato Mazzarano “in aula voterò a favore dell’emendamento già presentato dal M5S che prevede il rigoroso rispetto della proporzione di genere 60/40 nella composizione delle liste, pena la non ammissibilità delle stesse, esattamente come prevede la legge elettorale della Regione Campania”. A chiede un voto palese in Aula al ddl che introduce in Puglia la seconda preferenza di genere alla regionali è stata anche la consigliera dei Dem Anita Maurodinoia che, sulla proposta approvata in VII Commissione e che giungerà “in extremis” in Aula la prossima settimana con l’ultima seduta utile, prima dello scioglimento del Consiglio regionale per scadenza del mandato, ha sottolineato: “considerato che sono state ufficializzate le posizioni politiche di ogni Gruppo, è bene procedere in Aula con il voto palese, per evitare che la brutta storia del precedente consiglio, si ripeta”. Infatti, per la cronaca, ricordiamo che anche nel febbraio del 2015 con l’ex governatore Nichi Vendola, in occasione dell’approvazione della legge elettorale attualmente in vigore, fu portata ai voti la seconda preferenza di genere che, però, fu – come è noto – bocciata in sede di votazione a scrutinio segreto. Infatti, furono in molti nelle fila della maggioranza di centrosinistra dell’epoca a boicottare l’introduzione della preferenza di genere. Ma anche ora, come allora, stante ad alcune indiscrezioni, i mal di pancia per la doppia preferenza di genere non mancano tra i consiglieri di maggioranza. Per cui l’esito sulla doppia preferenza, anche se stavolta appare scontato, resterà incerto fino all’ultimo. Quindi, dopo il “sì” della VII Commissione, adesso la “palla” passa al Consiglio regionale e il risultato potrebbe anche non essere scontato come appare. Infatti, l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea (Puglia Popolare), ad esempio, ha chiesto che assieme alla parità di genere, l’Aula approvi anche l’introduzione “dell’istituto della sospensione temporanea del consigliere regionale che viene nominato assessore in Giunta”. Ma su questo punto in maggioranza forse non c’è accordo, perché il Pd, ad esempio, è contrario. Pero, questa volta, in caso di sorprese in Aula sulla doppia preferenza di genere, ad essere “impallinato” sarebbe in primis il Governo regionale che ha presentato il ddl. E, quindi, il governatore uscente Emiliano.

 

 

Giuseppe Palella

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