Cronaca

La ‘farsa’ dei ricorsi contro l’impianto ‘Newo’ firmati da Comuni e Regione

Non c’è pace in Puglia sul fronte della tutela della salute, che si tratti di coste da preservare nel Salento o inceneritori a due passi dalla zona industriale del capoluogo, da evitare assolutamente per non aumentare la diffusione di fumi pericolosi. Ora siamo a Modugno dove, per allargare ancora il fronte del rifiuto secco all’inceneritore ‘Newo’ si sono mobilitate perfino le parrocchie locali. In occasione della celebrazione delle Messe, infatti, ai fedeli dei diversi centri parrocchiali del territorio verranno rivolti inviti a firmare una petizione per chiedere di fermare il progetto di insediamento dell’impianto che brucerà rifiuti anche pericolosi in territorio di Bari al confine col Comune di Modugno. In prima fila il Sindaco Nicola Magrone con la necessità di informare il più possibile la cittadinanza sui pericoli di un nuovo e sperimentale insediamento industriale in un contesto già compromesso dal punto di vista ambientale: sempre lui ha avviato un’opera sensibilizzazione che ha pochi precedenti nella cittadina a nord di Bari. Ma entriamo nei dettagli. “Newo” è una newco con sede a Foggia che ha di recente ottenuto dagli uffici regionali la cosiddetta AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per un impianto di ossicombustione che potrà bruciare i rifiuti (pericolosi e non) provenienti dall’impianto di bio-stabilizzazione di AMIU Bari. Il progetto prevede, tanto per essere più chiari, che i rifiuti urbani raccolti e poi trattati dall’impianto AMIU siano portati alla NEWO e bruciati, in un impianto mai realizzato prima, che utilizza comburente composto al 90% da ossigeno (da qui ossicombustione). Durante il procedimento autorizzatorio, l’amministrazione comunale di Modugno è stata l’unica, tra i soggetti coinvolti, ad opporsi alla realizzazione del progetto. Il problema è che a ridosso di Modugno, in provincia di Bari, saranno ben due gli impianti (collegati) a minacciare maggiormente un territorio già provato dai picchi di smog e inquinamento atmosferico. Un territorio già gravemente compromesso dal punto di vista sanitario e ambientale, dunque, a causa dell’intervento delle società Newo S.p.A. e AMIU che, giova ribadirlo, hanno presentato richiesta VIA/AIA per “un’installazione destinata all’attività di trattamento e coincenerimento di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi”, in zona ASI (territorio di Bari). Ad essere precisi la localizzazione sarà a circa 500 metri dal quartiere San Paolo dove potrebbero trovarsi, collegati tra di loro, un impianto di biostabilizzazione, separazione frazione secca residua e percolato chiarificato, biostabilizzato dell’azienda municipalizzata del capoluogo (Amiu) e l’altro ‘Newo’ di recupero rifiuti tramite Ossicombustione “Flameless” che potrebbe arrivare a 117mila tonnellate di indifferenziato e percolato, provenienti dall’impianto Amiu. Nel frattempo anche Luigi e Michele Cipriani, dirigenti del Movimento “Riprendiamoci il Futuro, fanno sentire il loro ‘no’ all’inceneritore, dopo i ricorsi da parte dei Comuni di Bari, Modugno e dai Comuni dell’Aro 2. Nei ricorsi, presentati alla Regione Puglia, si chiede l’annullamento dell’autorizzazione Aia concessa dalla Regione a gennaio scorso, per cui i due battaglieri politici baresi si chiedono: e sinora i comuni di Bari, Modugno e i Comuni dell’Aro 2, dov’erano? <<Cos’hanno fatto per impedire le autorizzazioni? Il paradosso di tutta la situazione e’ costituito dal fatto che la Regione Puglia è governata da un presidente della stessa area politica dei sindaci che hanno fatto ricorso. Ed allora e’ lecito chiedersi: perché gli stessi sindaci non si sono incontrati per trovare la soluzione politica più’ appropriata a risolvere il problema inceneritore, anziché impelagarsi in un contenzioso lungo, dall’esito incerto e costoso? E che costi, quali risultati avranno i ricorsi? Cari cittadini, dovete sapere che i costi dei ricorsi, e speriamo che non serviranno finanche “consulenze” di esperti, ricadranno unicamente sui bilanci pubblici e cioè sui cittadini/contribuenti>>. Per il movimento non va trascurato che il TAR, cosa molto probabile, potrebbe rigettare i ricorsi presentati dai Comuni in quanto la Regione Puglia, governata da Michele Emiliano, ha già rilasciato le autorizzazioni per la realizzazione dell’opera tanto contestata. Insomma, per Cipriani padre e figlio la trovata dei ricorsi sembra solo una presa per i “fondelli”: il problema si poteva e si doveva risolvere in tempi non sospetti attraverso un incontro fra la Regione ed i Comuni interessati. A rimetterci saranno solo i cittadini…

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 5 Aprile 2018

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