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“La fede è importantissima, sono entrato subito in sintonia con i miei compagni”

Ben 37 le presenze in biancorosso di Walid Cheddira, con sei gol e tre assist, il giocatore di proprietà del Parma, pur senza averci mai giocato, ma con un diritto di prelazione da parte del Bari che con il suo diesse Ciro Polito proverà a presentare la sua offerta ai ducali. Salvo il giocatore dovesse rientrare nei piani tecnici della squadra emiliana, Cheddira potrebbe rientrare alla base già all’inizio del ritiro in programma per i primi di luglio, ma prima ci sarà da risolvere il nodo contrattuale con la società che ne detiene il cartellino e nella prossima stagione sfiderà anche i biancorossi. Walid Cheddira, soprannominato ‘Ualino’ esattamente come il grande Pasquale Loseto, bandiera del Bari e maestro per tante giovani leve è intervenuto nel focus della SSC Bari, raccontandosi tra fede, passione per i videogame e di come ha legato con i compagni e città: “Il soprannome me lo porto dall’infanzia e mi piace. Sono molto soddisfatto della stagione, collettivamente ed a livello individuale. Abbiamo riportato la squadra in B e centrato l’obiettivo. Con i compagni mi sono subito integrato e creata grande sintonia. Mio padre è il primo fan ed era molto emozionato. La festa? E’ stato qualcosa di unico, avevamo già festeggiato a Latina sino a tarda nottata con il San Nicola a festa in notturna, ma con il Palermo ed il pullman scoperto è stato qualcosa di unico, inaspettato e sensazionale vivere certi momenti”. La passione per i videogame, PSX, condivisa con il gruppo squadra: “Si adoro i videogame e nel mio tempo mi svago. Un passatempo devo ammettere condiviso con i miei compagni, da Gigliotti, Mallamo, Terranova, D’Errico. Chi ama giocare a Fifa, chi come me a Call of Duty. In trasferta è capitato che per rilassarci giocavamo con l’Ipad. Ho dimenticato che è molto bravo ai videogame anche Giacomo Ricci”. Di fede mussulmana il giocatore biancorosso ha spiegato anche la tradizione del Ramadan: “Sono uno molto positivo di suo, e di grande fede che mi aiuta nel lavoro e rapporti quotidiani. Il ‘Ramand’ da fuori può spaventare per i digiuni, ma per chi è abituato, fa parte del percorso di fede, non si beve e mangia dalle 5 del mattino alle 7.30 di sera, ma si segue un percorso di dieta di avvicinamento a tale digiuno. Quest’anno è avvenuto nel mese di aprile, però io ho trovato i miei equilibri e mi son o impegnato come calciatore a dare sempre il massimo”. Un Cheddira, pienamente integrato che pur non essendoci sbilanciato sui canali della società circa il suo futuro, quasi certamente sarà uno dei primi obiettivi da far restare, del direttore sportivo Ciro Polito. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.

 

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