La festa di Tutti i Santi nel calendario bizantino
A colloquio con il sacerdote cattolico di rito orientale bizantino e noto iconografo, Padre Antonio Calisi

Padre Antonio, che differenza rispetto al rito romano?
“La questione della celebrazione della Festa di Tutti i Santi nel calendario bizantino, affonda le sue radici nella ricca tradizione della nostra Santa Chiesa. La nostra celebrazione ha origine nella venerazione dei martiri, i quali, per la loro testimonianza di fede, sono stati elevati a esempi di santità. La Chiesa orientale ha scelto di commemorare tutti i santi la domenica dopo Pentecoste, in modo da collegare la celebrazione alla discesa dello Spirito Santo, che è il vero autore della santità. La scelta di questo giorno non è casuale, ma riflette un profondo mistero. La domenica, giorno della Risurrezione, è il tempo in cui i santi, attraverso il loro martirio e la loro vita virtuosa, partecipano alla vittoria di Cristo sulla morte. Pertanto, celebrando la festa in questo giorno, noi riconosciamo che la santità è un dono divino che ci unisce a Cristo, il quale è la fonte di ogni santità”.
La diversità della data riflette l’unità del Corpo di Cristo?
“È bene notare che, sebbene le date delle celebrazioni possano differire, ciò non deve essere visto come una divisione, ma piuttosto come un riflesso della diversità delle tradizioni all’interno dell’unico Corpo di Cristo. La nostra Chiesa, pur mantenendo la propria identità, è parte di quella grande comunione dei santi che si estende nel tempo e nello spazio. Inoltre, la nostra tradizione si concentra sull’importanza della venerazione dei martiri, i quali sono stati testimoni della fede fino alla fine. La commemorazione dei santi in un giorno specifico, legato alla Pentecoste, ci ricorda che essi sono stati fortificati dallo Spirito Santo e che la loro vita è luce di speranza per noi tutti”.
Qual è il ruolo dei martiri nella tradizione della Chiesa di Costantinopoli?
“Nella tradizione della nostra Chiesa, i martiri sono sempre stati proposti come esempi gloriosi. La loro intercessione è cercata ferventemente, e ciò è attestato nei libri liturgici che ancora oggi onoriamo. Essi rappresentano coloro che, apparentemente messi a tacere dai persecutori, sono in realtà vittoriosi, sostenuti dallo Spirito Santo.”
Come i cristiani hanno commemorato i martiri sin dai primi tempi?
“Fin dai tempi antichi, i cristiani d’Oriente, come quelli d’Occidente, hanno compreso l’importanza della testimonianza resa nella morte per amore di Cristo. Hanno cercato di raccogliere i corpi dei martiri per dar loro degna sepoltura, commemorandoli nel giorno della loro nascita celeste, non più calcolata in base alla vita terrena, ma al loro ingresso in cielo attraverso il martirio”.
Qual è stata l’evoluzione della venerazione dei martiri con l’arrivo della pace costantiniana?
“Con il sorgere della pace costantiniana, furono edificati luoghi di culto e basiliche sulle tombe dei martiri, diventando mete di pellegrinaggio. La diffusione di dettagli sui loro ultimi giorni e la distribuzione di piccole reliquie contribuirono a far crescere la loro venerazione anche in terre lontane, segno della fondamentale unità della Chiesa di Cristo nel primo millennio”.
Anche nei periodi di difficoltà, come si è mantenuta la testimonianza dei martiri?
“Pur diminuendo d’intensità in certi momenti storici, la testimonianza dei martiri non è mai venuta meno. I neo-martiri, in particolare, sono numerosi in Grecia e in altre nazioni sotto il dominio turco-musulmano. Nel nostro secolo, decine di migliaia di cristiani hanno sacrificato la loro vita per fedeltà a Cristo, affrontando la persecuzione del potere sovietico e della dittatura nazista”.
Quale messaggio porta la celebrazione della Festa di Tutti i Santi ai fedeli?
“La festa ci ricorda che tutti i cristiani sono chiamati a raggiungere la santità, che è la perfezione della carità. Ogni fedele è invitato a seguire l’esempio dei santi, che hanno vissuto la loro vita in conformità alla volontà di Dio, mostrando che la santità non è riservata a pochi, ma è un obiettivo accessibile a tutti.Attraverso la celebrazione, i fedeli sono incoraggiati a riconoscere la comunione con i santi, coloro che, avendo vissuto sulla terra, ora godono della visione beatifica in cielo. Questa comunione trascende il tempo e lo spazio, unendoci in un legame spirituale che ci sostiene nel nostro cammino di fede.
Infine, la celebrazione ci invita a invocare l’intercessione dei santi, chiedendo loro di pregare per noi e di sostenerci nel nostro viaggio spirituale. Attraverso la preghiera, ci uniamo a loro e ci apriamo alla grazia divina, che ci guida verso la santità”
B.V.
Pubblicato il 1 Novembre 2025



