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La Fiera e la crociera dimenticata

Da un sito che si occupa di imprese aviatorie italiane abbiamo tratto questa scarna notizia relativa al 1934 :  “8 luglio-11 agosto: Crociera della Fiera del Levante sulla rotta Bari-Caucaso e ritorno, di 14.000 chilometri: Stellingwerf e Zappetta su BA 39”. Perplessi che un evento di tanta portata venga ignorato da tutti gli studi sulla storia del capoluogo pugliese, abbiano fatto una verifica. Innanzi tutto ‘BA 39’ è una sigla che identifica un monoplano monomotore biposto da turismo e da collegamento ad ala bassa prodotto dalla Breda nel 1932. A proposito dello stesso veivolo abbiamo scoperto che il Ba 39 condotto dai piloti Guido Stellingwerf e Giovanni Zappetta e partito da Bari l’8 luglio 1934 attraversò otto paesi (Albania, Bulgaria, Romania, URSS, l’attuale Iraq e allora Persia, Siria, Egitto e Libia) per un numero imprecisato di tappe. Di più non è dato sapere. Semmai ritroviamo lo stesso equipaggio nel 1936 : Il 17 luglio di quell’anno, con un altro apparecchio, i due piloti stabiliscono il record di velocità sui 1000 km per biposti di peso a vuoto inferiore a 560 kg. Tornando a questa dimenticata Crociera della Fiera del Levante, Zappetta e Stellingwerf  impiegarono 35 giorni per tornare a Bari, percorrendo mediamente 400 km. ogni 24 ore. Volendo, avrebbero potuto impiegare meno della metà del tempo essendo l’autonomia del BA 39 pari a 900 km. Ma quello era un viaggio propagandistico, c’era perciò necessità di fare una sosta in tutti i paesi attraversati. Lo imponeva la prudenza e al tempo stesso il calcolo diplomatico (col pretesto del lancio della Fiera del Levante il regime fascista portava a domicilio un messaggio chiaro e forte : Badate, ci siamo anche noi adesso nel novero delle grandi potenze…).  Possiamo perciò immaginare ad ogni tappa ricevimenti presso l’ambasciata italiana e conferenze stampa, sorrisi, autografi, foto, onorificenze appuntate sul petto, doni scambiati…  Zappetta e Stellingwerf, presumibilmente, si avvicendarono alla guida del BA 39, pilotando a turno. Che accoglienze ricevettero al ritorno a Bari? Non sappiamo nemmeno se la loro partenza fu degnamente salutata. L’evento non potette non avere una qualche eco almeno in città. Eppure gli storici locali tacciono in proposito. Né in giro si vede una targa a memoria di quel raid. Venne almeno quel BA 39 tenuto in esposizione nel quartiere fieristico nei giorni della Campionaria? Era il minimo che si potesse fare per dare rilievo ad un’impresa comunque ai limiti del temerario. L’aeronautica cominciava solo in quegli a smettere i pantaloni corti. Dopotutto, nel 1934 erano passati appena sette anni dalla transvolata atlantica di Lindbergh.

Italo Interesse

 

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