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La forza di Maria

Scritto da Erri De Luca e pubblicato nel 2006 da Feltrinelli, ‘In nome della madre, è un romanzo in prima persona. Un monologo fuori dall’ordinario per l’eccezionalità dell’io narrante : la madre del Salvatore (il racconto si concentra sul periodo compreso tra Annunciazione e Natale). Un’opera apprezzabile per l’intelligenza con cui vengono messe a fuoco le figure dei protagonisti, Maria e Giuseppe, due figure a proposito delle quali non è dato fare esercizio di immaginazione, stante la limitatezza in proposito delle fonti evangeliche e il carattere rigido della tradizione cattolica. Tanto è bastato a  cristallizzare la Madonna e il suo sposo in icone-standard della fede, in campioni dello spirito cui la dimensione umana è stata strappata. Ma De Luca non ci sta e, prendendo le distanze da stereotipici pittorici e cinematografici, con la sola forza della parola assegna finalmente a Maria e Giuseppe un volto credibile. Un volto soprattutto moderno, fresco e toccante. Una Maria e un Giuseppe altissimi nella loro mitezza dignitosa, nell’assoluta semplicità e purezza di cuore e di pensiero, condizione rarissima e indispensabile per vedersi assegnata una mission decisamente speciale. Del testo s’innamora Marianna de Pinto che decide di portarlo in scena nella forme del teatro di narrazione. Lo spettacolo, in prima replica, è stato in cartellone alla Factory Di Arte In Volo venerdì scorso. Notevole questa produzione Malalingua che vede la stessa De Pinto nella veste di interprete e regista. Coperta d’un bianco ‘palestinese’, Marianna De Pinto ha con sé la sola forza del gesto e della parola, che, pur accorati, dosa con misura costante per tutto il corso dello spettacolo, in assoluta solitudine. A parte uno scarno disegno luci, il nulla avvolge l’interprete. Non proiezioni, musiche o elementi scenici la sostengono mentre in un metro quadro di spazio si trasfigura nella Vergine e svela un altro Vangelo apocrifo (spiace solo che nella sua opera De Luca non si andato oltre la natività). Una messa in scena opportuna, meritatamente accolta da caldi applausi. – Sfumata l’eco dei consensi per questo pregevole lavoro, prosegue la programmazione dello ‘spazio d’arte’ diretto da Valeria Angeloro e aperto a musica, teatro, danza e intrattenimento (La Factory Di Arte In Volo trova posto in via Bartolo Longo 20 a Bari). Prossimo appuntamento : domenica 26 gennaio alle 18:00 con ‘C’era una volta Mimì’, uno spettacolo musicale di e con Domenico Santarella e Claudia Cea (danzatrice) che tra canto, musica e danza racconta il segno lasciato nella cultura e nel costume del Belpaese da Domenico Modugno (info 3477434483).

Italo Interesse

 

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