Cultura e Spettacoli

La giusta informazione, utile “antibiotico”

Bella è Torino, oggi più di prima, caso raro tra le grandi città, d’Italia o del mondo. Bella sul piano materiale, non meno che su quello sociale. Tra le ricchezze storico- architettoniche merita un posto di rilievo il Borgo Medievale costruito nel 1884 per l’Esposizione Generale Italiana ; tra le ricchezze umane ci pare il caso di segnalare la vivacissima colonia pugliese che da oltre mezzo secolo contribuisce significativamente alla prosperità e al prestigio del capoluogo piemontese. Due realtà che pochi giorno or sono hanno dato vita ad un incontro fertile. ‘I dialetti raccontano il Borgo Medievale – visite nelle lingue regionali d’Italia’ è appuntamento di largo respiro che si sta avviando alla fine. Uno degli ultimi appuntamenti è stato riservato alla nostra regione tra sabato e domenica scorsi. Organizzato da ‘Federazione Casa Puglia Piemonte’, l’evento ha richiamato un migliaio di visitatori intorno ad un ricco carnet d’eventi  (presentazione di libri di autori pugliesi, performance coreutiche, concerti, laboratori di pasta fresca e degustazioni enogastronomiche…). Su tutti gli eventi si è imposta una conferenza di grande interesse : ‘1961- 2011 : 50 anni di grande immigrazione meridionale a Torino visti dai media’. Coordinati dal collega Gianpaolo Balsamo (che in separata sede ha presentato il suo appassionante libro, ‘Vegliando oltre il cancello’, SECOP Edizioni), si sono alternati al microfono personaggi di elevato spessore del mondo dell’informazione, e non. Molto atteso era l’intervento del dr. Carlo Bollino, Direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno. Bollino si è detto colpito dal modo in cui gente emigrata in quel di Torino anche trenta, quaranta anni fa ha saputo conservare – e ben saldo – il legame con la terra madre. Ma i tempi sono cambiati e non certamente in meglio : i Marocchini o i Bielorussi che hanno raccolto il testimone lasciato a suo tempo dai meridionali incontrando le stesse difficoltà di ordine sociale ma col sovrapprezzo di un’offerta di lavoro molto contratta. Eppure esiste un fenomeno migratorio ancora più amaro : – ha proseguito Bollino –  la fuga dei cervelli. Interromperla è possibile, anche con l’aiuto dei media. E siccome i nostri giovani ‘rifugiatisi’ all’estero sono restii a tornare, è ruolo dell’informazione contribuire a costruire un clima che faccia da “antibiotico” contro questo rigetto.  Aspetto, quest’ultimo, sul quale – concordando – si soffermato anche Alberto Sinigaglia, Presidente dell’Ordine Giornalisti del Piemonte (“L’informazione è in crisi, è vero, ma cerchiamo di tenere la schiena dritta…”). Degna di nota infine la relazione di Dario Basile. Il giovanissimo antropologo dell’Ateneo torinese ha lamentato la poca ricerca scientifica sul fenomeno migratorio in oggetto. Un vuoto dannoso al quale ha posto parziale rimedio l’attenzione di fotografi, scrittori e cineasti (su tutti, Visconti con ‘Rocco e i suo fratelli’).
italointeresse@alice.it


Pubblicato il 28 Ottobre 2011

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