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La gloria si volse in magone

Settantadue anni fa, il 4 maggio 1949, il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, con a bordo l’intera squadra del Grande Torino, di ritorno da Lisbona dove aveva disputato una partita amichevole, si schiantava contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese ; persero la vita trentuno persone tra calciatori, tecnici, dirigenti, giornalisti e uomini dell’equipaggio. Enorme l’eco in Italia e nel mondo. Quando giunse a Bari, la notizia colpì particolarmente la tifoseria biancorossa. Nessuno in città aveva dimenticato quella fatata domenica di un anno e mezzo prima che aveva visti di fronte granata e biancorossi. Era il 21 settembre 1947, giorno di festa doppia a Bari. Dopo sette anni di stop imposti dal conflitto mondiale, riapriva la Fiera del Levante. Era il primo grande segnale di rinascita della città dopo le angustie della guerra. Contemporaneamente, nel vicinissimo Della Vittoria, scendevano in campo i campioni d’Italia del Torino, già reduci da altri tre successi consecutivi. Una formazione passata alla storia per la presenza di fuoriclasse come Mazzola, Loik, Gabetto e Bacigalupo. Una partita da 2 fisso o al massimo da X2, per dirla in termini da Totocalcio, il grande concorso a pronostici lanciato solo tre anni prima e già entrato nella storia del costume italiano. Ma a Bari era usanza, prima che le squadre scendessero in campo di lanciare sull’erba due pacchetti di sale, uno per metà campo. Si diceva portasse bene ai padroni di casa, i quali peraltro erano reduci dal miglior campionato di serie A della loro storia (nel torneo ‘46/’47 il Bari si era classificato al settimo posto, record ancora oggi imbattuto). Hai visto mai ? si scommetteva nei bar da giorni. Finalmente arriva l’attesissima domenica. Alle 16:00 le squadre scendono in campo. Subito si accendono le stelle granata, ma Costagliola, il numero uno biancorosso, è una saracinesca. Si va al riposo a reti inviolate. Nel secondo tempo la musica cambia, il grande Torino si appanna, e cede gradatamente terreno all’avversario che intorno al ventiseiesimo guadagna un angolo. Batte Cavone, intercetta Rigamonti, raccoglie Tavellin che dal limite dell’area scocca un rasoterra in diagonale sulla destra di  Bacigalupo. Il portierone si stende per quanto è lungo, sfiora la sfera con le punta della dita ma non basta. La palla rotola in fondo al sacco. La polveriera che il Della Vittoria è, esplode. Il grande, invincibile Torino è in ginocchio. Bari in gol !!! strilla Carosio alla radio. Il resto è un arrembante ma sterile assalto granata. Infine, l’arbitro fischia tre volte : il Bari ha vinto, calciatori e tifosi sono increduli… Sino al termine di quel campionato (che vide i biancorossi evitare a stento la retrocessione) in città non si parlò che di quella storica domenica, del giorno in cui Bari e la Bari decollarono insieme. Poi arrivò Superga e la gloria di quella domenica si volse in magone.

Italo Interesse

 

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