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La guarattella è sfida

Oggi a Napoli, presso la Casa delle Guarattelle ‘Nunzio Zampella’ (uno spazio aperto a tutti i ‘guarattellari’ del mondo), Enrico Francone, maestro d’arte di figura, accompagnato dall’attore-musicista Ivan Dell’Edera, presenta ‘Pulcinella’. I due artisti pugliesi, festeggiano così vent’anni di sodalizio caratterizzati da una linea d’azione indipendente e fuori dei circuiti ufficiali. Il ‘Pulcinella’ di Francone si annuncia in linea con lo spirito della guarattella. Ma cos’è questa guarattella? Il termine indica il burattino a guanto protagonista della guarattella, una forma di spettacolo da strada che fiorì a Napoli verso la fine del Cinquecento. A caratterizzare questa forma di teatro, che trovò grande accoglienza presso gli strati sociali più diseredati, era la vis polemica, che prescindeva dal testo, il quale fungeva da pretesto all’espressione del malcontento popolare. Che le guarattelle avessero per oggetto scene di vita proletaria o signorile, poco importava. Ogni spunto era buono perché il loro protagonista, Pulcinella, potesse lanciare strali contro il Re, sbirri, padroni e nobili. In altri termini le guarratelle servivano ad aprire gli occhi a gente incapace di leggere un bando, di difendersi dalle malizie dei legulei oppure a consolare gli eterni vinti con la soddisfazione dello sberleffo, del pernacchio, della ‘mossa’, della parodia. Col tempo queste manifestazioni di ‘dissidenza’ cominciarono a incontrare lo sfavore dell’Autorità. Sicché i gendarmi avevano l’ordine di intervenire a sfasciare i ‘panchetti’, detti anche Sancarlini e che fungevano da ‘baracche’, a distruggere i burattini e malmenare, quando non incarcerare i guarattellari recidivi. Questi, ostinatissimi, spostarono allora le loro rappresentazioni all’interno degli affollatissimi mercati all’aperto, poiché lì l’arrivo dei gendarmi poteva essere annunciato con un passa parola lungo duecento metri. In questo modo il gurattellaro aveva agio di far sparire tutto sotto le mercanzie di una bancarella ‘compiacente’. Con l’andare del tempo, questo carattere polemico. mordace e in qualche modo rivoluzionario, perse vigore. I testi, da funzionali alla sfida e approssimativi che erano, assunsero maggiore definizione, sino a diventare preponderanti. In questo modo il colore in qualche modo rivoluzionario di Pulcinella si annacquò. E la maschera vestì nuovi panni, quelli del servo sciocco, ovvero del finto tonto, di chi non sai se ci è o ci fa. del rappresentante di un popolo rassegnato, al più lagnoso, cui il Potere concedeva al più l’arma di un’ironia bonaria. Vogliamo dire che il Pulcinella da guarattella s’imborghesì, che rinunciò alla lotta?… Il gesto dei nostri Francone e Dell’Edera di riesumare il temerario antenato di Pulcinella in tempi di malgoverno globale, ci pare gesto intelligente di ‘resistenza’.

Italo Interesse

 

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