“La guerra com’è” Elio Germano e Teho Teardo in scena
Lo spettacolo è tratto dal libro “Una persona alla volta” di Gino Strada, fondatore di Emergency

La voce di Elio Germano incontra le musiche di Teho Teardo per dare forma scenica alle pagine di “Una persona alla volta” di Gino Strada, fondatore di Emergency. Nasce così “La guerra com’è”, un’esperienza di teatro civile che racconta la guerra, i diritti e l’umanità attraverso parole e suoni, mettendo al centro le vite incontrate e ricucite nei luoghi dei conflitti.
Lo spettacolo è un viaggio intenso tra esperienze vissute in prima linea, riflessioni sul diritto universale alla salute e la forza di chi ha scelto di curare invece di dividere. Una narrazione che prende forma dalle testimonianze dirette di Strada e dal suo sguardo lucido sulle conseguenze della guerra, restituite in scena attraverso l’intreccio tra recitazione e musica.
In tournée in Puglia in questi giorni, “La guerra com’è” farà tappa a Teatro Piccinni di Bari con tre repliche: venerdì 6 febbraio alle 21, sabato 7 febbraio alle 20 e domenica 8 febbraio alle 18, nell’ambito della stagione teatrale e di danza del Comune di Bari – Puglia Culture. In occasione della prima data barese, venerdì 6 febbraio, alle ore 17.30, sempre al Teatro Piccinni, prima dello spettacolo, è in programma un incontro speciale per il ciclo “Dentro la scena” con Elio Germano e Teho Teardo. L’appuntamento sarà condotto da Giancarlo Visitilli, con l’intervento di Giulia Gigante dell’Associazione Orizzonti.
Parole dirette, autentiche e potenti hanno ispirato i due artisti, che rinnovano la loro collaborazione dopo il successo de “Il sogno di una cosa”, tratto dal romanzo di Pier Paolo Pasolini e prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni. Anche in questo lavoro, Germano e Teardo condividono una profonda sintonia artistica, mettendo al servizio della scena una riflessione civile di forte attualità.
Lo spettacolo si configura come una meditazione sulle conseguenze della guerra e sul diritto universale alla salute, raccontando il percorso che ha portato Gino Strada da giovane chirurgo di Sesto San Giovanni fino ai Paesi più lontani, seguendo l’idea che ha guidato la sua vita e l’attività della sua ONG: salvare vite umane e lottare per i loro diritti. Un racconto appassionato e avventuroso delle radici che hanno ispirato Strada, viaggio dopo viaggio.
«Un libro forte e semplice nel linguaggio – spiega Elio Germano – che restituisce la voce di Gino, il modo di dire le cose di una persona molto competente che ha vissuto esperienze importanti e non può fare a meno di raccontarle, senza retorica. Il racconto di chi la guerra l’ha vissuta dalla parte di chi ricuce, di una persona che non è interessata ai colori degli schieramenti, ma a rimettere insieme pezzi di umanità scomposta, è qualcosa di forte e rivoluzionario in questo momento storico. L’idea comune con Teardo, in questo spettacolo, è stata farsi strumento affinché le parole di Gino Strada vengano ascoltate dal maggior numero possibile di persone».
«Quando leggo le parole di Gino Strada vengo travolto da un’energia irresistibile che mi spinge a fare, a costruire qualcosa, a reagire – commenta Teho Teardo – anche quando arrivano dall’epicentro di una tragedia umanitaria, da un mondo che va in frantumi. Io lo faccio con la musica, che è il mezzo con cui mi sintonizzo con il mondo».
Nel testo risuonano anche le parole dello stesso Gino Strada: «Gli impegni internazionali, gli equilibri geopolitici, la deterrenza, persino i posti di lavoro vengono evocati da decenni per dire che non è possibile togliere soldi alla guerra. E invece un modo diverso di vivere su questo pianeta è possibile. È possibile vivere in una società che rispetta principi indiscutibili e non negoziabili: i diritti umani. Non è una questione di risorse che mancano, ma di scelte che non si fanno. È arrivato il momento di decidere quali priorità darci come società: la vita delle persone o la guerra? Salute, istruzione gratuita, un lavoro dignitoso e protezione o fame e sofferenza per molti? Non è troppo».
Pubblicato il 5 Febbraio 2026



