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La Lega: “Il progetto Pizzarotti avrebbe risolto il problema da anni”

All’indomani del consueto appuntamento nazionale di Pontida che ha visto la partecipazione di 70mila persone provenienti da tutta Italia, oltre 200 dalla Puglia, la Lega prosegue coi lavori sul territorio, ripartendo dal caso del Palagiustizia di via Nazariantz, dichiarato inagibile dallo scorso maggio. Sul caso, si è interessato anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che ha promesso provvedimenti per una soluzione della vicenda in tempi brevi. In attesa della nuova sede temporanea per gli uffici giudiziari e la contestuale realizzazione del Polo della Giustizia nelle casermette di Via Alberotanza, secondo un accordo preso lo scorso gennaio, torna alla ribalta il progetto della “Cittadella della Giustizia” dell’impresa Pizzarotti. Secondo la dirigenza leghista, appoggiata dai consiglieri comunali Romito,Picaro e Carrieri,  il progetto Pizzarotti sarebbe la più plausibile tra le soluzioni per realizzare, in tempi brevi (36 mesi) e a costo zero per l’amministrazione, il Polo giudiziario del capoluogo. <<Con la Cittadella della Giustizia il problema logistico dei tribunali poteva essere risolto già da tempo – spiega l’On. Anna Rita Tateo della Commissione Giustizia  e Segretario di Presidenza della Camera – perché si sarebbe potuto creare un polo dove riunire tutti gli istituti della Giustizia, compresi il Giudice di Pace, il Tar e le Commissioni Tributarie>>. Sarà quindi una priorità della Lega Pugliese quella di portare il progetto all’attenzione del Ministro Bonafede, che a breve convocherà un tavolo per discutere del nuovo palazzo di Giustizia di Bari. <<Tra l’altro, la soluzione proposta dal Sindaco Decaro ovvero quella di creare il Polo della Giustizia nell’ex caserma di via Alberotanza non risolve il problema degli spazi, essenziali per poter organizzare tutti gli uffici in maniera consona. La nuova struttura dovrà, peraltro, prevedere degli asili nido per le operatrici del settore con bimbi piccoli, perché da mamma e avvocato, ritengo sia diritto da garantire in una città civile>>. Dello stesso avviso anche il consigliere comunale leghista, Fabio Romito, che attacca l’amministrazione di centro sinistra per aver speso oltre 300mila euro per gli studi di fattibilità del Polo nelle ex casermette senza produrre alcun risultato. <<La priorità della Lega è quella di dire la verità – dichiara Romito – e se oggi la giustizia a Bari si esercita nella tendopoli la responsabilità è unicamente del centro sinistra cittadino, il quale per 14 anni ha avuto la competenza dell’edilizia giudiziaria ma ha pensato solo ad osteggiare un progetto come quello della Cittadella della Giustizia, senza proporre altre soluzioni concrete>>. <<Prendiamo atto che l’Azienda Pizzarotti ha scritto al ministero dicendo di essere pronta a costruire il Polo giudiziario – prosegue – quindi al netto del lungo periodo da oggi si potrebbe iniziare a parlare di medio termine se il progetto venisse approvato. Da avvocato poi – spiega – non sono favorevole alla sospensione dei termini per calamità naturali perché l’unica calamità naturale verificatasi a Bari è stata il centro sinistra, il quale dopo anni d’immobilismo, vorrebbe scaricare le responsabilità sul neo Ministro della Giustizia. L’On. Bonafede, ad un mese dalla nomina, ha già fatto abbastanza recandosi sul posto per valutare la situazione e incontrando gli addetti ai lavori per cercare una rapida soluzione che però – conclude – non deve prevedere trasferimenti di uffici in sedi fuori città>>. Un tema quello delle sedi giudiziarie che accende i toni della prossima campagna elettorale. Il segretario cittadino del carroccio  – Avv. Pino Monaco – unitamente alla sua squadra sul territorio parla di <<Problema di civiltà relativo alle sedi fatiscenti dei luoghi dedicati alla giustizia e della politica clientelare del centro sinistra che ha osteggiato un progetto, di fatto a costo zero per l’amministrazione, per finanziare studi di fattibilità inconcludenti e avallare promesse elettorali mai mantenute>>. Con la Cittadella della Giustizia – sottolinea Monaco – si risolverebbero non solo i problemi logistici della giustizia ma si creerebbero nuovi posti di lavoro e si potrebbero accentrare tutti gli uffici comunali nella vecchia sede di Piazza De Nicola con un risparmio notevole sui canoni di locazione>>. <<A chi ci accusa in maniera strumentale di voler isolare il quartiere Libertà – prosegue –  rispondiamo che il progetto prevede anche la creazione di strutture socialmente utili per i cittadini tipo sale cineforum e luoghi di aggregazione per agevolare l’inclusione e combattere il disagio sociale, tutte cose di cui la sinistra non si è occupata in questi anni preferendo speculare sulle problematiche piuttosto che impegnarsi a risolverle. La parola d’ordine che prefigge l’obiettivo – conclude – è liberare prima Bari e poi la Puglia dal PD così come già avvenuto nel resto d’Italia>>. Un appello alla dirigenza leghista per migliorare la condizione della città arriva anche dai referenti municipali: Vito Menolascina, del IV Municipio, ha evidenziato che <<Il territorio di Carbonara, Ceglie e Loseto, oltre al danno per la mancata realizzazione della Cittadella della Giustizia e di tutto l’indotto che ne sarebbe scaturito, ha dovuto subire anche la beffa per la gogna mediatica a cui è stata posta quell’area per le troppe vicende di degrado documentate dalla stampa nazionale. Occorre quindi un riscatto da 14 anni di malgoverno PD artefice del degrado di questa e di molte altre zone della città>>.

Maria Giovanna Depalma

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