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La lettura, un mistero fatto di luce

È attraverso uno sguardo carico di stupore, magari lontano dal nostro vissuto, nello spazio e nel tempo, che una donna ci comunica quello che della lettura di un testo ha interiorizzato, anche se non sappiamo quale, o da quale complesso mondo provenga, o magari un anziano allettato colto in un gesto abituale, ma circondato da colori magici quasi come in un dipinto, che ci trasmettono l’unicità di quel particolare momento che è illuminazione dell’anima. Oppure un ragazzino indiano disteso su un marciapiede come fosse a casa propria, rapito dalle pagine di un giornale ed incurante della frenesia che invade la strada. Tutti momenti che ci fanno capire quanto i soggetti di queste straordinarie foto ci raccontino di mondi lontani ma vicinissimi, anche al nostro sentire, perché il denominatore comune che tutti ci lega è il profondo valore della lettura. Stiamo parlando delle opere di Steve McCurry, famoso fotografo che tutti ricordiamo per il celebre scatto della ragazza afgana divenuto copertina indimenticabile del National Geographic. Il fotografo statunitense inizia a lavorare come freelance alla fine degli anni ‘70, realizzando reportage dall’ India e dall’ Afghanistan, i paesi con cui maggiormente si identifica il suo lavoro.

La svolta nella sua carriera avviene nel 1979, quando entra nelle zone Afaghane controllate dai mujahiddin, appena prima dell’invasione russa. Quando torna indietro, per attraversare il confine porta con sé rotoli di pellicole fotografiche cucite tra i vestiti. Noto anche per essere stato il primo a dare valore ad immagini a colori in un settore in cui vigeva imperativo il bianco e nero. Nel suo approccio antropologico alla fotografia, in cui si mescolano cultura e ricerca delle tradizioni anche religiose, egli ci parla di una bellezza segreta, tentando di trasmetterci il senso viscerale di quella meraviglia che si prova venendo a contatto con mondi nuovi e culture sconosciute, e dello scoprire che quell’essere inizialmente estraneo può mescolarsi alla fine al senso dell’essere simili, in quanto esseri umani. È stata inaugurata proprio a Bari, tra gli eventi legati alla manifestazione “Lungomare di Libri”, ideata dall’Assessorato Comunale alle Culture, Turismo e Marketing Territoriale, e visitabile fino al 25 agosto 2021, al teatro Margherita, un’imperdibile mostra dei suoi scatti – Steve McCurry” Leggere”. Alla presenza del sindaco Antonio Decaro e dell’assessore alla Cultura Ines Pierucci, che ha presentato al pubblico la mostra con la sensibilità e attenzione che sempre la contraddistinguono nell’ambito della valorizzazione sul territorio di artisti internazionali e locali di grandi potenzialità . ”Vi invito a visitare questo straordinario racconto di mondi fatto di luce e meravigliosa condivisione”.

L’esposizione promossa da Comune di Bari, Regione Puglia e Città Metropolitana di Bari organizzata da Civita Mostre e Musei, in collaborazione con Sudest 57, e curata da Biba Giacchetti con le scenografie di Peter Bottazzi, ci propone circa 70 immagini che celebrano l’atto della lettura. Una collezione di fotografie scattate da Steve McCurry nei suoi quarant’anni di viaggi.

I contesti sono i più vari, dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti.

Per Bari un allestimento inedito, progettato appositamente da Peter Bottazzi per accompagnare il visitatore all’interno di singolari spazi soffusi delimitati da sottili strutture cubiche quasi ad istaurare un dialogo con gli spazi ampi e ariosi del teatro Margherita, primo edificio realizzato a Bari in cemento armato e unico in Europa per la particolare costruzione su palafitte. Nella magia di questo scenario le fotografie di Steve McCurry appaiono sospese in maniera irregolare, come vaghe intuizioni fuori dal tempo accompagnate da un ulteriore elemento di suggestione, quello musicale.  Composizioni nate nell’ambito della ricerca musicale elettronica, composte sempre da Peter Bottazzi, in cui emergono echi di parlato, di lettura, di bisbigli, creando una dimensione evocativa e quasi trascendentale in grado di trasportare il pubblico in luoghi lontani, ma emotivamente vicinissimi.

La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai suoi libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.

Rossella Cea

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