Cultura e Spettacoli

La maledizione morale di Verdi attraverso la regia di Turturro

Il Rigoletto in scena al Petruzzelli

“Nel giorno in cui non si parlerà più né di passato, né di avvenire, allora forse comincerà il regno dell’arte”, scriveva Giuseppe Verdi. Il Rigoletto è la prima opera della sua maturità e segna la transizione dalla consueta forma di aria-cabaletta verso strutture drammatiche più articolate. Stese il grosso della partitura in soli quaranta giorni, riscuotendo un trionfo capace di travalicare i confini della sua epoca, inserendosi nell’immaginario collettivo della Storia. Il capolavoro di Giuseppe Verdi, per la regia di John Turturro, è in programma al Teatro Petruzzelli questa sera, 7 giugno alle 20.30, fino a giovedì 13 giugno. Renato Palumbo, bacchetta verdiana d’eccezione, condurrà l’Orchestra e il Coro del Teatro Petruzzelli. Maestro del Coro Marco Medved. L’allestimento della Fondazione Teatro Massimo di Palermo, ripreso da Cecilia Ligorio, ha le scene di Francesco Frigeri, i costumi sono di Marco Piemontese, il disegno luci di Alessandro Carletti, e le coreografie di Giuseppe Bonanno. Il Melodramma in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave, tratti dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo fu rappresentato per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia, l’11 marzo del 1851. “Rigoletto è un capolavoro fantastico e ho tentato di rendere giustizia al materiale privilegiando i dettagli umani, senza tentare di reinventare qualcosa che non esiste o di portare un punto di vista moderno senz’altro scopo che la ricerca della novità. Ho preferito invece scandagliare le profondità del dramma. La musica è così bella. Posso solo immaginare l’emozione di chi la sente per la prima volta. L’opera è stata composta quando il pubblico era abituato a concentrare la propria attenzione per un tempo più lungo, prima dell’invenzione della tecnologia. In essa sono contenute bellezza, amore, aspettative, oscurità, luce, sacrificio ed egoismo, tutti sentimenti contrastanti, che si traducono nella ricchezza di contraddizioni che appartengono alla vita vera. ” Spiega Turturro, che nella sua interpretazione ha privilegiato il rispetto della tradizione, senza però rinunciare ad un approfondimento tematico che rende l’opera attuale anche oggi. La storia si svolge verso la fine del XVI secolo, l’epoca di Cagliostro, della massoneria e dell’occultismo, in un palazzo rinascimentale in rovina. Marco Piemontese ha creato dei costumi molto gotici, e i personaggi sono rappresentati in modo semplice, con l’obiettivo di renderli più facilmente identificabili dal pubblico. Lo scenografo Francesco Frigeri si è impegnato a ridurre la scena in tratti minimalisti, che puntano all’essenza per esprimere al meglio la potenzialità dell’opera, fatta di pochi elementi che suggeriscono l’intimità dei protagonisti: vi è una sottile destrutturazione del mondo realistico, per aiutare i personaggi ad emergere nel modo più umano possibile, lasciando che la storia e la musica si dispieghino, senza aggiunta di orpelli, nel loro pieno potere.

 

Rossella Cea


Pubblicato il 7 Giugno 2024

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