Cultura e Spettacoli

La ‘malombra’… per chi ci crede

Nel linguaggio comune ‘mettersi come un malombra’ indica l’atteggiamento fastidiosamente negativo assunto da qualcuno a proposito di un progetto, un lavoro, un compito… E cos’è questa Malombra di cui tanto spesso gli anziani baresi parlano? Per la maggior parte dei demologi la malombra sarebbe uno spirito dannato che vaga senza pace. Come tale, tende a cercare rifugio nelle case dove riesce ad entrare (a meno che non debba fare i conti con una maschera apotropaica, un sacchetto di sale o una scopa appesa). Una volta entrata, la malombra può produrre danno spostando cose, nascondendole, disturbando il sonno delle persone. Quale l’aspetto della malombra?  I ‘testimoni’ le attribuiscono la capacità di assumere sembianze terrifiche, umane o animali.. Un’entità affatto positiva, insomma, prevalentemente ‘buia’, al contrario dello spettro, il cui pur sinistro candore segnalerebbe solo l’innocuo bisogno del defunto di tornare nei luoghi che in vita gli furono particolarmente cari. Ma proviamo a battere un’altra strada. La malombra è sempre accostata a figure ‘materiche’ come la strega, il cane nero o il pipistrello, quando invece essa evoca alla lettera un velo nefasto, una bruma che spenta la luce afferra cose, persone e situazioni e le precipita nel buio, tradizionale habitat della negatività (qualcuno ha anche definito la malombra come un fumo nero..). Messa così, la malombra comunemente intesa si smaterializza e si avvicina alla ‘cappa’ che per effetto di maledizioni o operazioni di magia nera (per chi crede a certe cose) può scendere rovinosamente su singoli individui, famiglie e persino generazioni, senza escludere oggetti, abitazioni, boschi, contrade… L’idea di un fato avverso e implacabile, allora, non è avvicinabile a quella di un’ombra malvagia, ovvero di una ‘malombra’?… C’è però che nel linguaggio della povera gente capirsi vuol dire andare al nocciolo delle cose fuggendo spiegazioni che abbiano bisogno di premesse e postulati. La via più breve consiste nell’umanizzazione del concetto. Così, un concetto articolato come forza-pensiero o vibrazione ostile prende un’immagine comune e, quasi fosse  una specie di veste, se la getta sulla propria impalpabilità. E una cosa destinata a sfuggire ai sensi diventa agli stessi percepibile : la malombra assume un colore (un fumo scuro), un odore (magari di zolfo), può essere vista al pari di un gatto nero o una vecchia dall’aria torva… Il resto lo fa la fervida fantasia dei popolani. Intorno alla malombra, che solo un pugno di privilegiati può scorgere, si raccolgono racconti via via più fantasiosi sino a che si sedimenta il mito.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 2 Febbraio 2018

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