La manovra a tenaglia, la vetta della strategia
Ricorre oggi il 241° anniversario del trionfo di Annibale a Canne a danno dei Romani

Il 2 agosto del 216 avanti Cristo, Roma pativa a Canne la più bruciante sconfitta ad opera di Annibale, autore di un capolavoro tattico che fece scuola. Theodore Ayrault Dodge, celebre storico militare, ha scritto in proposito :”L’intera battaglia, dal punto di vista cartaginese, è un’eccellente opera d’arte, poiché non ci sono, nella storia della guerra, esempi che la superino, mentre pochi la eguagliano.» Dello stesso parere si manifesta Will Durant, uno storico : “E’ stato [quello di Canne] un supremo esempio di abilità militare, mai superato nella storia … e che fissò le linee delle tattiche militari per 2000 anni.» Si tratta, fra l’altro, del primo utilizzo attestato di manovra a tenaglia. Ciò ha dato vita all’espressione ‘modello Canne’. Considerata l’esempio per eccellenza di scaltrezza e di abilità di manovra, quella combattuta in riva all’Ofanto rimane ancora oggi la battaglia più studiata da militari e da esperti di tattica e strategia. Perché lo scontro di Canne rappresenta l’archetipo della battaglia di annientamento. A tale archetipo si ispira ancora oggi la scienza strategica degli eserciti moderni ; in particolare, lo stato maggiore tedesco-prussiano considerò lo schema di Annibale come un punto di arrivo ideale da ricercare costantemente in guerra. La pensava così pure Eisenhower, comandante supremo delle forze di spedizione alleate nella seconda guerra mondiale, : «Ogni comandante di terra cerca la battaglia di annientamento; nella misura in cui le condizioni lo permettano, egli cerca di duplicare nella guerra moderna l’esempio classico di Canne». La totalità della vittoria di Annibale ha reso il nome “Canne” sinonimo di successo militare ed oggi è studiata nei dettagli in numerose accademie militari di tutto il mondo. L’idea che un intero esercito più potente e numeroso possa essere circondato e annientato da forze ben inferiori e in un colpo solo ha affascinato i successivi strateghi occidentali per secoli e secoli (tra cui Federico il Grande e Helmuth von Moltke). E gli studi di Hans Delbrück riguardo alla battaglia ebbero una profonda influenza sui successivi teorici militari tedeschi, in particolare il capo di stato maggiore nell’esercito imperiale Alfred von Schlieffen (il cui “omonimo piano” di invasione della Francia, è stato ispirato dalla tattica di Annibale). Attraverso i suoi scritti, Schlieffen insegnò che il “modello Canne” avrebbe continuato a essere applicabile in manovre di guerra per tutto il ventesimo secolo : «Una battaglia di annientamento può essere effettuata oggi secondo lo stesso piano ideato da Annibale in tempi lontani dimenticati. Il fronte nemico non è l’obiettivo principale dell’attacco. La massa delle truppe e le riserve non dovrebbero essere concentrate contro il fronte nemico, l’essenziale è che i fianchi siano schiacciati. Le ali non dovrebbero essere dirette nei punti avanzati del fronte, ma piuttosto lungo tutta la profondità e l’estensione della formazione nemica. L’annientamento è completato attraverso un attacco contro la parte posteriore del nemico […] Per arrivare ad una vittoria decisiva e annientatrice è necessario un attacco contro la parte anteriore e contro uno o entrambi i fianchi.»
Italo Interesse
Pubblicato il 2 Agosto 2025



