Cultura e Spettacoli

La mappa del Duca di Noja

Ricorre oggi il 309 anniversario della nascita, avvenuta a Noicattaro il 4 giugno 1715, di Giovanni Carafa

Nel centro storico di Noicattaro si allunga via Duca Carafa. Interveniamo a levare un po’ di polvere di dosso a quest’altro Carneade del quale ricorre oggi il 309° anniversario della nascita. Nato a Noicattaro (allora Noja) il 4 giugno 1715, Giovanni Carafa, VII Duca di Noja, è stato un matematico e un appassionato antiquario e collezionista che ha legato la sua fama alla realizzazione della prima mappa moderna di Napoli e relativi ‘contorni’. Avviato dal precettore di famiglia allo studio della grammatica e della letteratura, in un secondo momento dirottò la sua attenzione verso le materie scientifiche, con particolare predilezione per la matematica. Una volta a Napoli, dove per un breve periodo fu insegnante di matematica, orientò definitivamente gli studi verso le scienze naturali, soprattutto geologia e mineralogia, tanto da cominciare a mettere insieme nel sontuoso palazzo di proprietà dove viveva una ricca raccolta di esemplari di rocce e piante, anche subacquee. Dopo una breve parentesi in cui fu tra i nuovi gentiluomini di camera del Re, il Carafa riprese l’attività erudita senza badare a spese, così dando vita ad una seconda raccolta, questa volta composta da pezzi archeologici e numismatici. Quello che di fatto era diventato il Museo Carafa giunse a comprendere una pinacoteca, una raccolta di epigrafi greche e romane, un’altra di stampe e disegni, un medagliere e una collezione di monete del Regno di Napoli di varie epoche. Nel 1750 il Tribunale degli Eletti o di San Lorenzo gli commissionò una cartografia di Napoli e dintorni. Preso da svariati impegni in giro per l’Italia e per l’Europa, Carafa potette mettersi al lavoro solo cinque anni dopo. Nonostante le ripetute sollecitazioni degli organi finanziatori e il sostegno del valente agrimensore Vanti, il Duca noiano non aveva ancora completato la carta quando lo colse la morte l’8 luglio 1768. Il Senato affidò allora il completamento del lavoro al principe Giovanni Pignatelli, che per la parte tecnica si valse dell’aiuto di Niccolò Carletti, docente di architettura e matematica all’Università. Quanto al finanziamento, poiché l’opera aveva richiesto più tempo del previsto, ci fu un accordo tra il ministro Tanucci e il figlio del Carafa, Pompeo, per effetto del quale accordo  lo Stato incamerò a titolo di risarcimento la raccolta antiquaria della famiglia, inserendola in quella regia di Capodimonte. Inoltre, alcuni elementi della raccolta archeologica Carafa si possono ammirare nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La mappa, composta da 35 tavole (scala grafica 1:3808) per un totale di 5,016 metri di larghezza x 2,376 metri di altezza, fu stampata per impressione su lastre in rame e replicata alcune centinaia di volte. L’obiettivo era farne un oggetto artistico da vendere ; l’opera è infatti corredata nella parte inferiore da una veduta scenografica di Napoli e da una legenda composta da 580 richiami con notizie storico-artistiche, oltre che incorniciata da un motivo ornato. I primi cento esemplari furono realizzati dal regio stampatore Vittorio Barbacci, mentre quelli susseguenti furono stampati dal romano Antonio Cenci. La cartografia venne messa in vendita al pubblico al prezzo di dieci ducati a copia, successivamente ridotti a sei per facilitarne la diffusione, la quale fu però assai limitata dall’alto costo della riproduzione.

 

Italo Interesse

 

 

 


Pubblicato il 4 Giugno 2024

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