Cultura e Spettacoli

La micro storia, come i fiori di campo

Accolto con grande entusiasmo al Kismet l’ultimo lavoro di Emma Dante

La Storia è una mola da trappeto : si nutre di tutto, che consuma con voracità impietosa. Non fa eccezione nemmeno davanti ai miliardi di storie famigliari che, come fiori selvatici, spuntano, riempiono l’ambiente di colori e profumi, poi essiccano e, ancora nell’indifferenza di Madre Natura, svaniscono. Una considerazione di questo genere è centrale a ‘Il tango delle capinere’, un lavoro scritto e diretto da Emma Dante che, prodotto da Teatro Biondo Palermo (e non solo), è stato sino ad avantieri in cartellone al Kismet. Un’anziana vedova apre il baule dei ricordi e, inventariando flaconi di pillole, un velo da sposa, un telecomando, palloncini colorati, un carillon ed altri frantumi del passato, aziona una tenera operazione negromantica. Ecco allora da una seconda cassapanca riemergere il coniuge scomparso. L’incontro, struggente, dà il la ad un viaggio a ritroso della memoria. Poco a poco i coniugi si liberano dei segni, anche grevi, della senilità e sulle ali di una playlist anni sessanta ritrovano la freschezza spensierata degli anni d’oro. E si danza sulle suggestioni di Tenco, Vianello, Morandi, Pavone, Cetra. Soprattutto quando si danza sulle note de ‘Il tango delle capinere’ la regressione raggiunge l’apice : Già precedentemente tornati giovani genitori e – dopo –  giovanissimi sposi, lei e lui sono adesso due adolescenti innamorati che lasciano il segno in una sala da ballo, dove col n° 74 fanno coppia in una gara di tango. Raggiunto il fondo della memoria e dopo che lui è già tornato nel suo sepolcro, alla vedova non resta che chiudere la propria cassapanca mentre attorno si fa il buio. E un’altra storia, un’altra scheggia di vita pregna di sangue, sudore e lacrime (l’ennesima) scivola nel dimenticatoio, fagocitata dalla cieca, inesorabile efficienza della mola da trappeto di cui sopra. Diretti con mano sicura, Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco si consumano in un’interpretazione appassionata ed estremamente dinamica. ‘Il tango delle capinere’ è toccante omaggio ai micro vissuti e gesto nobile contro le amnesie della Storia. Un lavoro giustamente applaudito. Hanno collaborato a vario titolo Cristian Zucaro, Daniela Mangiacavallo e Daniela Gusmano – Prossimo appuntamento per ‘Bagliori’, la rassegna a cura di Teresa Ludovico : domenica 3 dicembre con ‘Natale in casa Cupiello’, una produzione Teatri Associati di Napoli / Interno 5. Uno spettacolo (‘per attore cum figuris) diretto da Lello Serao. Si tratta di una messinscena non convenzionale che vede un unico interprete (Luca Saccoia) interagire con sette pupazzi realizzati dallo scenografo Tiziano Fario, autore dell’intera scenografia, e animati da un gruppo di ‘manovratori’.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 28 Novembre 2023

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