Cronaca

La moneta cattiva che scaccia quella buona …

La crisi non è solo musi lunghi, mugugni e tasche vuote. E’ anche gesti minuscoli messi in atto dall’uomo della strada ; si rubacchia nei negozi, si fa la cresta dove possibile, all’occasione si rosicchia qualcosa a danno di un prossimo non meno meschino. La guerra tra poveri è vecchia quanto l’umanità. La tre giorni natalizia, malgrado tutto e limitatamente a negozietti e bancarelle, ha registrato un vivace movimento di denaro contante. Poche banconote false in giro ; la gente si è scaltrita e non si fa scrupolo di plateali controlli sul momento. Molte le insidie, invece, a livello di monete metalliche. Quale sconcerto fra i tanti che, cascandovi, si sono ritrovati in tasca monete da venti e da duecento lire!… Quando l’euro spazzò via la Lira (che ancora oggi vanta numerosi nostalgici), in tanti pensarono bene di accantonare spiccioli di ogni taglio nell’idea di lucrarvi più in là sul mercato numismatico. La sovrabbondanza dell’offerta fece crollare il valore dei ‘pezzi’ a quote improponibili. Di conseguenza non esiste casa, oggi, dove in qualche cassetto non dorma qualche etto o qualche chilo di volgare metallo sotto forma di antica divisa monetaria. Cosa fa allora il piccolo borghese pieno di stizza per via di Imu, decurtazioni sulla tredicesima e carovita? Rimette in circolazione le gloriose venti e duecento lire spacciandole per pezzi da cinquanta centesimi.  Nella fretta di incassare e rendere il resto, il mezzuccio ha funzionato soprattutto nei mercati ortofrutticoli. (Parafrasando un po’ le cose, la manfrina riporta alla mente Sir Thomas Gresham, un economista inglese del Cinquecento il quale ribadì in ‘legge’ il potere della moneta ‘cattiva’, cioè di metallo non pregiato, di scacciare dal mercato quella ‘buona’, ovvero battuta in oro o argento). Inutile sottolineare la mancanza di significato economico della miserabile operazione. E se siamo qui a portarne notizia è solo per considerare come ciò che avviene in Basso sia speculare (e proporzionale) riflesso dell’esempio offerto da Amministratori pubblici truffaldini e arruffoni, avidi e irriducibili, nobili quanto condomini in lite per una faccenda di tabelle millesimali. Ma la maliziosa faccenda degli spiccioli non si ferma al peccatuccio di monetine di modesta capacità d’acquisto. Abbiamo visto in circolazione anche una moneta straniera del tutto simile (a parte l’assenza del ‘2’ su una faccia) alla moneta da due euro ; le stesse dimensioni e la doppia composizione metallica – la lega di ferro avvolta attorno a un’anima rotonda in nichel – giustificano facili equivoci. Se quel ‘pezzo’ appartiene a un qualche disgraziatissimo paese del terzo mondo e vale non più di qualche centesimo di euro se ne può immaginare una ‘discreta’ e abbastanza lucrosa importazione … Parliamo pure qui di ricavi tutto sommato contenuti ma non è il ‘principio’ ciò che conta? Essere italiani, ovvero tendere per retaggio machiavellico a frodare il vicino di gomito, è tentazione troppo forte per restarvi indifferenti. Altro che valori cristiani. Per l’ennesima volta Gesù è nato invano.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 29 Dicembre 2012

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