Cultura e Spettacoli

“La morte di Ivan I’lič” di Tolstoj la luce dopo gli inganni della vita

Fino al 15 gennaio in Vallisa a Bari per la stagione Teatro Studio di Diaghilev

La malattia come chiave di lettura della vita è il leitmotiv del racconto «La morte di Ivan Il’ič», il capolavoro di Lev Tolstoj che l’attore Paolo Panaro porta in scena nell’auditorium Vallisa di Bari fino al 15 gennaio per la stagione «Teatro Studio» della compagnia Diaghilev, che produce l’allestimento con le luci e il coordinamento tecnico di Nicola Santamato (orari: martedì e mercoledì ore 20, giovedì e domenica ore 19, venerdì e sabato ore 21).

Basta leggere poche pagine di questo meraviglioso racconto pubblicato nel 1886 per capire immediatamente la grandezza di Tolstoj, che «con precisione chirurgica colpisce al cuore – spiega Panaro – lasciando il lettore vuoto e senza speranze. Ma è proprio da qui, da questa sconfinata disperazione, che il grande scrittore russo suggerisce di ripartire, di trovare le energie necessarie per riprendere il cammino, di disegnare nuovamente il progetto delle nostre vite».

Ivan Il’ič è un borghese di buona famiglia e di discreta intelligenza, costantemente preoccupato del parere dei superiori, che potrebbero agevolare la sua scalata sociale. Anche il matrimonio sembra adeguarsi a tali logiche: ha sposato la moglie più per convenienza che per reale innamoramento. Tutto procede per il meglio, fin quando il protagonista non subisce un banale incidente domestico. Cadendo da uno sgabello, Ivan Il’ič accusa un forte colpo al fianco, un dolore che con il passare del tempo sarà sempre più lancinante, costringendolo a consultare molti medici per cercare di venirne a capo.

Nella situazione di disagio fisico, cambiano le sue priorità. Avendo pietà di se stesso, comincia sempre più a essere insofferente verso la rumorosa indifferenza della gente sana. Nessuno lo comprende, né gli presta ascolto, tranne un mužik, un povero contadino che fin dal giorno dell’incidente si era preso cura di lui, peraltro, con un atteggiamento improntato a una straordinaria serenità. Pertanto, la malattia induce il protagonista a rivedere la scala dei valori che aveva ispirato la sua esistenza. La malattia, e soprattutto la morte, diventano, negli ultimi giorni della vita di Ivan Il’ič, una presenza costante, degli interlocutori affidabili, delle potenze che svelano una nuova e diversa realtà al personaggio nato dalla penna di Tolstoj, il quale si accorge di quanto sia stato falso il suo vissuto sin a quel momento. La menzogna ha dominato la sua intera esistenza, nella vita familiare come nel lavoro. E ora è il momento della luce. Al termine delle sue sofferenze, l’inganno è scomparso e Ivan Il’ič può finalmente morire tranquillo, con il sorriso sulle labbra.


Pubblicato il 8 Gennaio 2025

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